Il Vino Chianti si addolcisce per il mercato cinese

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Il Chianti diventa più dolce. Da lunedì prossimo al via una vera e propria rivoluzione del vino toscano per eccellenza. Il Consorzio del Chianti ha deciso di dare un più ampio margine sulla presenza di zucchero dell’uva non fermentato. Il limite di 4 grammi si porterà così a 6,5. A beneficiarne sarà il gusto più dolce per un vino rotondo. Il Chianti asciutto di sempre sta quindi per diventare più dolce. Il tutto per venire incontro anche a un pubblico più giovane e soprattutto per attirare il mercato cinese che predilige un gusto meno acidulo.

Come mai questa scelta?

Si pensa così di aumentare l’export verso il Paese del Dragone. Come commenta Giovanni Busi, presidente del Vino Chianti: “Se vogliamo incrementare la presenza della nostra Denominazione, dobbiamo mettere in condizione i nostri produttori di poter lavorare a un vino che vada nella direzione dei gusti del consumatore. Con questa scelta ci aspettiamo un incremento di vendite in tutto il Sud-est asiatico“. Il general manager dell’azienda agricola San Gervasio, Luca Tommasini, non è d’accordo sulla novità: “Lo vedo come uno snaturare le peculiarità del Chianti. Così facendo massifichiamo l’offerta ma noi abbiamo anche bisogno di lavorare sulla qualità”. La novità di certo non piacerà nemmeno agli amanti del biologico né ad alcune sotto zone toscane più tradizionali come la Rufina.

Da lunedì saranno introdotte altre due novità. La prima è una riduzione del 10% delle quantità massime per ettaro nell’arco di quest’anno. L’obiettivo è avere meno uve per pianta ma incrementare la qualità. La seconda novità è che si potrà produrre soltanto tre chili d’uva per pianta e non più cinque. In questo secondo caso, l’obiettivo non è solo aumentare la qualità ma anche, come spiega Lorenzo Mariani, ex presidente del Consorzio del Chianti Rufina: “è anche una misura preventiva per evitare che qualche produttore in difficoltà sia tentato di rimpiazzare le fallanze in vigna con uve provenienti da fuori”.

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