Ocm vino, cos’è e cosa prevede

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Si chiama OCM vino, acronimo che sta per Organizzazione Comune del Mercato vitivinicolo, ed è la regolamentazione unica dell’Unione Europea che serve appunto a disciplinare il comparto vitivinicolo, definendo sia le norme di produzione che i contributi a fondo perduto assegnati alle aziende. Ovviamente, anche l’Italia è interessata da questi interventi: per la precisione, i finanziamenti e i contributi dell’OCM vino sono assegnati dal Ministero per le Politiche Agricole e dagli assessorati all’agricoltura delle singole Regioni e province autonome del nostro Paese.

Che cos’è l’Ocm Vino

All’origine c’è la scelta dell’Unione Europea di inserire il vino nella grande famiglia dei prodotti agroalimentari, sancita con l’emanazione del regolamento quadro (Reg. Ce n. 1234/2007 sulla Organizzazione Comune dei Mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli, noto come regolamento unico Ocm), successivamente abrogato con l’entrata in vigore nel 2014 del Reg. CE n. 1308/2013 “Organizzazione Comune dei Mercati dei prodotti agricoli” (nuova Ocm unica). L’obiettivo è di riformare e semplificare l’organizzazione comune del mercato vitivinicolo, per conseguire un migliore equilibrio tra l’offerta e la domanda sul mercato comunitario e rendere il settore più competitivo a lungo termine.

Cosa prevede l’Ocm vino

Per raggiungere questi obiettivi sono stati definiti dei piani di intervento, come l’Ocm vino Paesi Terzi (di cui abbiamo dettagliatamente parlato in questo articolo), che assegna contributi a fondo perduto per le spese relative alla promozione del vino all’estero. Il bando, che scade il 30 gennaio 2017, è una misura completa che copre le spese necessarie per sostenere l’export del proprio prodotto, con un limite di spesa massima per azienda e altri criteri ben specifici.

Chi può partecipare al bando Ocm vino?

In genere, i bandi dell’OCM Vino sono destinati a imprese vinicole, con esclusione specifica dei semplici imbottigliatori o commercianti di vino. Altro requisito è realizzare prevalentemente il vino con uve di propria produzione, oppure acquistata presso terzi; inoltre, le imprese possono partecipare singolarmente, oppure riunirsi in associazione temporanea con altri produttori, o ancora aggregarsi a progetti promossi dalle associazioni vitivinicole.

Il finanziamento dell’Ocm vino

Tornando a parlare del bando destinato all’export verso i Paesi Terzi, ovviamente il finanziamento (contributo a fondo perduto che va dal 50% all’80%, a seconda delle regioni di appartenenza) copre tutti i costi da sostenere per promuovere il proprio vino in Paesi ricadenti al di fuori dell’Unione Europea. Tra le spese finanziabili citiamo velocemente quelle relative al viaggio e alla partecipazione a fiere di settore, così come quelle destinate a favorire l’incoming di potenziali acquirenti o giornalisti presso le proprie cantine; una quota può essere destinata anche al personale interno adibito all’export, così come alle spese per il vino utilizzato nelle degustazioni in ambienti promozionali o quelle necessarie per la pubblicità. Il progetto, si legge nei documenti di riferimento, può durare da uno a tre anni, ed è prevista la possibilità di apportare modifiche, comunque non sostanziali, soltanto previa approvazione.

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