Da oggi il vino è patrimonio culturale e paesaggistico d’Italia

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Quella di oggi, 12 gennaio 2017, potrebbe essere una data importante per il mondo del vino: entra infatti ufficialmente in vigore il “Testo unico del vino”, ovvero la legge 238 approvata esattamente un mese fa, il 12 dicembre, dal Parlamento italiano. Secondo gli esperti e operatori del settore, il comparto vinicolo sta davvero per voltare pagina, anche se il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina avrà comunque diversi decreti da fare e bisogna ancora attendere l’implementazione su base regionale.

Il vino, patrimonio d’Italia

Il primo effetto della nuova legge è la salvaguardia di vino, prodotti della vite e territori vinicoli come “parte del patrimonio ambientale, culturale, gastronomico e paesaggistico italiano, nonché frutto di un’insieme di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni”. È proprio così, infatti, che si legge nell’articolo 1 della “Disciplina organica della coltivazione della vite e della produzione e del commercio del vino”. Una piccola rivoluzione che trova il commento entusiasta di Ottavio Cagiano de Azevedo, direttore generale di Federvini, che la definisce “quanto di più bello per il settore; è una cosa bellissima per tutti i produttori e per il Paese che riconosce e si impegna a tutelare il valore del comparto in termini di sostenibilità sociale, economica, ambientale e culturale”.

Strada ancora lunga

Nonostante questo, però secondo il dg di Federvini “ci sono ancora retaggi e strozzature burocratiche, ma un po’ di semplificazione è stata introdotta. Come operatori non siamo contenti al 100% del Testo Unico, ma è un passo che andava fatto”. C’è dunque un ottimismo di fondo, anche perché c’è la speranza che “i decreti applicativi del Mipaaf aggiungano qualche nuovo taglio lineare ai carichi burocratici e continuino la semplificazione”, che è iniziata già con la “dematerializzazione” e il registro telematico, di cui abbiamo accennato in questo articolo.

Riconoscimento anche per i vigneti eroici e storici

Tra gli altri provvedimenti apprezzati dai produttori va segnalato anche l’articolo 7, che introduce il riconoscimento e la salvaguardia dei vigneti eroici o storici: in particolare, si legge che “lo Stato promuove interventi di ripristino, recupero, manutenzione e salvaguardia dei vigneti delle aree soggette a rischio di dissesto idrogeologico o aventi particolare pregio paesaggistico, storico e ambientale, denominati vigneti eroici o storici“, affidando al Ministro per le Politiche agricole il mandato di individuarli e definire gli interventi finanziabili.

Legge sul vino, il commento di Coldiretti

Positivo anche il parere della Coldiretti, che attraverso una nota ha sottolineato l’importanza per il vino Made in Italy, che lo scorso anno ha conquistato la leadership mondiale nella produzione con circa 50 milioni di ettolitri e aumentato del 3% il valore dell’export, toccando il massimo storico di sempre a 5,6 miliardi di euro (come approfondito in questo pezzo). La nuova legge, inoltre, consente di tagliare “del 50% il tempo dedicato alla burocrazia, con 100 giornate di lavoro che oggi ogni impresa vitivinicola è costretta ad effettuare per soddisfare le 4mila pagine di normativa che regolamentano il settore”.

Arriva la semplificazione per il vino

Secondo l’associazione dei coltivatori, da oggi si entra in una fase di “semplificazione delle comunicazioni e adempimenti a carico dei produttori, revisione del sistema di certificazione e controllo dei vini a denominazione di origine ed indicazione geografica”, che possono generare “un contenimento dei costi, una revisione del sistema sanzionatorio, l’introduzione di sistemi di tracciabilità anche per i vini a IGT e norme per garantire trasparenza sulle importazioni dall’estero”. Anche la Coldiretti, però, attende l’azione del dicastero, e anzi dichiara apertamente che “adesso la palla passa al Ministero delle Politiche agricole, che dovrà mettere mano ad alcuni decreti applicativi al fine di rendere completamente operative le semplificazioni stabilite nel Testo Unico. In tal senso auspichiamo che nella revisione dei decreti applicativi si dia assoluta priorità all’adeguamento delle disposizioni sui controlli e la certificazione dei vini a Denominazione di origine e Indicazione geografica a alle norme per la gestione del potenziale produttivo, al fine di mettere a regime lo sportello unico degli adempimenti e evitare la duplicazione inutile delle attività di controllo”.

Il vino, pilastro dell’economia italiana

Il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, chiosa con queste parole: la legge è il “risultato di una semplificazione frutto di una lunga mobilitazione per liberare le energie del settore più dinamico del Made in Italy agroalimentare, che ne rappresenta peraltro la principale voce dell’esportazione”. Con le nuove norme, infatti, “si sostiene la competitività di un settore che in Italia genera un motore economico che produce quasi 10 miliardi di fatturato solo dalla vendita del vino e che dà opportunità di lavoro nella filiera a 1,3 milioni di persone”.

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