Effetto aperitivo, come il vino condiziona i pasti

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Torniamo a parlare di un argomento molto delicato, quello del rapporto tra vino e calorie. Una recente ricerca condotta un istituto di Londra, infatti, ha studiato il cosiddetto “effetto aperitivo” che si scatena quando si sorseggia un bicchiere di vino prima de pasti, con risultati davvero interessanti.

Cos’è l’effetto aperitivo

Sono stati i ricercatori del Francis Crick Institute di Londra a mettere sotto la lente di ingrandimento gli effetti che genera l’assunzione di vino come aperitivo; secondo quanto esperito, anche un solo bicchiere potrebbe scatenare la fame e aumentare l’appetito, perché il cervello umano viene in qualche modo “ingannato” dall’alcol, con conseguente perdita dell’autocontrollo.

Vino e aperitivo, come funziona

Lo studio ha rivelato che consumare uno o due drink a stomaco vuoto e prima dell’inizio della cena può renderci super affamati, perché fa entrare il cervello in una modalità “famelica” e aumenta l’appetito, portando a un eccesso nei confronti del cibo e risvegliando lo stomaco. Bere alcol come aperitivo, dunque, è un vero e proprio “stimolo”, che in genere viene soddisfatto solo mangiando molte portate e concludendo il pasto con un dolce.

Le calorie del vino

Questa scoperta può avere riflessi importanti nelle persone che sono a regime alimentare controllato; come abbiamo rivelato in questo articolo, un bicchiere di buon vino rosso come il Chianti classico ha circa 112 calorie, mentre in genere i vini bianchi sono meno calorici (ne abbiamo parlato anche qui), e pertanto bisogna aggiungere a questi valori anche quelli delle varie portate che andremo poi a consumare per placare la maggiorata fame.

Lo studio inglese sull’effetto aperitivo

I ricercatori londinesi hanno testato le loro intuizioni attraverso i topi, elaborando un esperimento durante il quale hanno somministrato ai roditori per tre giorni abbondanti dosi di alcol (l’equivalente di due bottiglie di vino). Il risultato è stato un immediato aumento della fame, con i topi che hanno mangiato fino ad un quinto in più di cibo rispetto al solito: responsabile di questo comportamento è l’etanolo contenuto nelle bevande alcoliche, che attiva i cosiddetti neuroni oressigeni AgRP, che regolano la fame. Infatti, gli scienziati hanno bloccato con un farmaco questi neuroni, e i topi hanno effettivamente mangiato molto di meno.

Le conseguenze della scoperta

Questa scoperta ha ovviamente delle applicazioni pratiche molto importanti; in precedenza, infatti, si riteneva che questo “effetto aperitivo” dipendesse dalla perdita di autocontrollo attribuita agli alcolici, ma ora la situazione ha una spiegazione scientifica. Una delle principali utilità potrebbe essere nella gestione dell’obesità, come ha spiegato anche Tony Goldstone della Facoltà di Medicina all’Imperial College di Londra: “Prima si pensava che assumere alcol inibisse la capacità di dire “no” al cibo, ma questo studio dimostra che un importante percorso che scatena la sensazione di fame nel cervello è attivato dall’alcol”. Secondo lo studioso, dunque, si motiva l’effetto aperitivo “in cui le persone mangiano di più quando hanno bevuto un po’ di alcol”, meccanismo che entrerebbe in atto anche quando non si ha fame ma si assume alcol, che contiene a sua volta delle calorie.

In definitiva, dunque, il consiglio è sempre lo stesso: non esagerare nell’assunzione di alcol (anche per la dieta, oltre che per la salute), e magari evitare di consumare troppi bicchieri di vino prima del pasto.

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