Vino Blu? Per gli spagnoli è il futuro

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Una birra verde, un vino blu: non è daltonismo, ma la sperimentazione nel settore dell’alcol che sta prendendo vita in questi ultimi mesi. Dopo l’annuncio della produzione di uno speciale vino blu, ad opera di una start up spagnola, ora è anche il momento della birra verde e green, interamente realizzata con clorofilla; insomma, prosegue la moda di combinare gusto e salute con un apporto cromatico “bizzarro” che incuriosisce i consumatori e li spinge all’acquisto innovativo.

Arriva la birra verde

Anche nel beverage si segue questo trend, e l’ultima notizia arriva dalla Repubblica Ceca; è qui, in un birrificio di Jihlava, tra le zone di Moravia e Boemia, che Malastrana ha avviato la produzione di una birra verde senza aggiunta di coloranti di sintesi. La tonalità raggiunta da questa compagnia, attiva nel settore da oltre dieci anni, è infatti tutta naturale, grazie all’uso di clorofilla al 100 per cento: la birra così prodotta è a bassa fermentazione e punta a sedurre sia grazie al suo cromatismo inaspettato, sia a fattori di utilità.

I benefici della birra verde

Questa birra, viene descritta come bella da vedere, buona da gustare e anche utile per la salute, vista la promessa di riequilibrare anche il microbiota e la flora intestinale. In realtà, non è la prima volta che si parla di birra verde, visto che in molti locali si servono prodotti di questo colore in occasione della festa di San Patrizio, in particolare; ma di certo questo rappresenta il primo tentativo di unire colore, gusto e salute.

La Spagna risponde con il vino blu

La moda cromatica ha contagiato anche il nostro amato mondo del vino; lasciando a voi lettori ogni tipo di giudizio e di considerazione, ci limitiamo a riportare le notizie su questo vino blu prodotto in Spagna. Innanzitutto, questa nuova miscela si chiama Gik ed è ottenuta attraverso l’uso di un misto di uve bianche e rosse coltivate in vigneti spagnoli e francesi, tra cui varietà come Garnacha (o Grenache), Syrah e Airén. Ma non è necessaria alcuna macerazione delle vinacce né invecchiamento in botte perché, dopo la fermentazione, al mosto vengono aggiunti due coloranti organici: le antocianine, già contenute nella buccia dell’uva (e da colori che possono variare dal rosso al blu) e soprattutto l’indaco, che conferisce appunto la tonalità e la sfumatura definitiva alla bevanda.

Il Gik, il vino blu spagnolo

A creare il primo vino blu al mondo è stata un’azienda fondata da un gruppo di giovani imprenditori, in realtà designer (e non viticoltori), che ha lavorato per due anni in contatto con i ricercatori dell’Università dei Paesi Baschi e con diversi istituti tecnologici legati al settore dell’alimentazione. I papà di Gik ne descrivono anche le caratteristiche organolettiche e non solo: “Grazie alla varietà di uve utilizzate riusciamo a ottenere un vino fresco e dolce al palato, senza zuccheri aggiunti, con l’11,5% di alcol in volume”, dicono, aggiungendo inoltre che il vino blu va servito a una temperatura di 8 gradi e si rivela ottimo abbinato a sushi, salmone affumicato o nachos con guacamole, nonché a una carbonara.

L’importanza del colore blu

I creatori di Gik spiegano anche perché la scelta della curiosa tonalità: il blu, a loro detta, è “un colore che significa tecnologia, fluidità e anche un pizzico di poesia. Bere Gik non è soltanto bere un vino blu: è sorseggiare innovazione, creatività, infrangere le regole e reinventare le tradizioni”. E c’è anche un importante fattore psicologico scatenato dal bere una bevanda dal colore insolito; lo rivela Davide Cassi, direttore del laboratorio di fisica gastronomica presso l’università di Parma, che sottolinea la presenza di un “effetto innegabile del colore sulla percezione gustativa” che può addirittura modificare il gusto. Secondo il professor Cassi, infatti, “la percezione gustativa è cerebrale. Se, per esempio, una bevanda ha un colore molto intenso, l’aspettativa è che lo siano anche gli aromi. E il cervello è più propenso a cercare l’intensità e a trovarla. Una birra verde potrebbe far sentire note di freschezza superiori. Al contrario un vino rosè, con un colore sbiadito, viene percepito poco sapido e poco aromatico, anche se non è vero”.

fonte immagine: gik.blue

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