Le aste confermano il pregio dei vini italiani

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I vini italiani continuano a conquistare il mondo, e la conferma arriva da due diversi momenti che hanno interessato Torino e Roma, accomunati da una vendita all’incanto di bottiglie pregiate. Nella città piemontese è andata in scena l’asta dei vini organizzata da Bolaffi in collaborazione con Slow Food, con un ricavato complessivo di oltre 1 milione di euro, mentre nella Capitale Ansuini Aste, in collaborazione con la Fis, ha battuto una serie di lotti di assoluto valore.

L’asta dei vini a Torino

C’erano oltre 730 lotti in catalogo per l’asta Bolaffi di vini pregiati e distillati, organizzata in collaborazione con Slow Food, e più del 90 per cento è risultato alla fine venduto, per un ricavato complessivo che ha doppiato la base d’asta e raggiunto quota un milione e 100 mila euro. Tra i pezzi battuti la verticale Masseto, tre bottiglie per annata dal 2005 al 2012, che ha toccato quota 17 mila e 500 euro, e ottime performance anche per le 12 dodici bottiglie di Barolo Bussia di Monforte Riserva speciale etichetta rossa 1978 Bruno Giacosa (13.750 euro).

Tra vini e whisky

Secondo Bolaffi, il vino all’incanto è stato venduto a circa 300 euro al litro, mentre il whisky ha raggiunto circa 1.200 euro al litro; la selezione di vini liquorosi e distillati (118 lotti) ha da sola superato i 300 mila euro; da citare anche il risultato delle sedici bottiglie di Macallan Single Malt 18 Years dal 1968 al 1983, aggiudicate a 27 mila e 500 euro (otto volte la base d’asta), mentre la selezione di Château Lafite Rothschild 2000 è volata a 11.875 euro e le 12 bottiglie di Chateau Mouton Rothschild a 15 mila euro. Oltre alla partecipazione in sala di compratori italiani e internazionali, che si sono dati battaglia a suon di rilanci per conquistare i lotti più prestigiosi in catalogo, sono state numerose le offerte fatte da tutto il mondo al telefono o via internet.

L’Asta Ansuini a Roma

Anche nella Capitale è andata in scena una vendita all’incanto di vini e distillati di pregio e da collezione: lo scenario è stata Villa Mercadante, dove la Casa d’Aste Ansuini e la Fondazione italiana sommelier hanno battuto una serie di lotti di assoluto valore. Tra le tante etichette in catalogo vanno citate le tirature limitate, tra cui il 3 litri Ornellaia Vendemmia d’Artista, dello svizzero John Armleder, e la Cuvee Imperiale di Berlucchi 1995, impreziosita da Arnaldo Pomodoro. Non sono mancati i formati speciali, come i Mathusalem 6 litri Lupicaia Castello del Terriccio e Saffredi di Fattoria Le Pupille, i Jeroboam di Chateau Margaux e dello Sfurzat 5 stelle etichetta in ottone di Nino Negri, così come i Magnum, presenti con Masseto, Villa Bucci, Chateau Cheval Blanc e altri ancora.

Un catalogo ricco e interessante

I riflettori dell’asta di vini a Roma sono stati puntati che su “verticali” e annate storiche; nel catalogo dominavano i vini del Piemonte (Gaja, Conterno, Borgogno, Pio Cesare) e della Toscana (Masseto, Sassicaia, Ornellaia, Biondi Santi, Tenuta Sette Ponti), ma ampia anche la rappresentanza di qualità delle altre regioni (Bertani, Allegrini, Valentini, Planeta). Tra le proposte straniere si sono fatte notare le selezioni francesi, in particolare di Champagne, tra le quali, solo per citarne alcuni, Krug, Dom Perignon, Perrier-Jouet. A completare il quadro Grappe e Whisky, dalla prestigiosa collezione Nonino per l’acquavite UE, in pochissimi esemplari, curati dai maestri vetrai Venini, Baccarat e Riedle, al Pure Malt Whisky Maccalan del 1959.

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