I brindisi di dicembre valgono oltre 500 milioni di euro

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Una spesa complessiva che supera i 500 milioni di euro, spesi sia per imbastire la tavola che per i conti del ristorante, con una spiccata tendenza a preferire vini dal sapore più secco e meno alcolico, che caratterizza le bollicine metodo tradizionale ma anche quelle di metodo italiano. È questa la fotografia che l’Ovse, primo osservatorio economico dei vini effervescenti italiani, fa sui brindisi delle festività 2016-2017 in Italia, sottolineando anche una leggera ripresa dei consumi, saliti dell’1% in volumi rispetto alle celebrazioni dell’anno scorso.

Come cambiano le abitudini degli italiani

Il totale previsto dovrebbe toccare quota 510 milioni di euro tra consumi domestici e quelli fuori casa e compresa anche la spesa per i marchi esteri di vini con le bollicine; tra le principali tendenze che emergono da questo report,si segnala in particolare come si preferiscano sempre più vini dal sapore più secco e meno alcolico. E perciò, il Prosecco Spumante extradry e brut battono il dry, ad esempio, ma in controtendenza prevale il Cartizze Valdobbiadene Superiore dry, più morbido.

Gli spumanti che spopolano in Italia

Nelle varie cene e cenoni delle feste gli italiani hanno perciò puntato sul gusto secco, e incoronato come vincitori il Franciacorta Saten e il Trendodoc brut; in dettaglio, secondo l’Osve Natale e Capodanno sono state all’insegna di Franciacorta brut e Franciacorta Saten brut in 2 tavole ogni 5; il Prosecco doc è stato scelto in 7 tavole su 10, il Valdobbiadene Conegliano Superiore docg invece è stato servito in 3 tavole ogni 6. Meno positive le performance di Asti docg e di tutti gli spumanti generici dolci, che registrano un calo ancora significativo e un totale inferiore alle 11 milioni di bottiglie stappate a fine anno, mentre al contrario saranno quasi 12 milioni i tappi dei top brand italiani del metodo tradizionale che salteranno nella sola notte di fine anno.

Le bollicine sinonimo di brindisi e di feste

Come detto, a vincere in Italia è il gusto secco, mentre a calare sono principalmente le etichette più note di Champagne e tutti gli altri marchi esteri; dal punto di vista delle abitudini di spesa, è ancora il supermercato a rivelarsi leader delle vendite di fine anno, conquistando circa il 72% di vendite nel solo mese di dicembre. Crescono però invece i consumi fuori casa, al bar (30%) e l’acquisto diretto in cantina (9%). Altro trend che si consolida è quello della crescita, lenta ma progressiva, delle bollicine regionali, che sono ormai sempre più richieste soprattutto da ristoranti e bar e nel Centro-Sud Italia.

Le vendite di spumante per le feste

L’Osve, il primo osservatorio economico dei vini effervescenti italiani, è nato nel 1991 e festeggia dunque i 25 anni di report storici, realizzati grazie anche a un pool di 26 aziende di ricerca di mercato dei vini in Italia e nel mondo. Nell’ultimo documento si spiega anche che in Italia nei giorni di festività si stapperanno in totale 58,5 milioni di bottiglie, di cui 2,9 estere, che porteranno i consumi a picchi di 10,5 milioni di bottiglie in occasione del Natale, circa 34 per la notte di San Silvestro e 3,5 milioni per la Befana. Ovvero, quasi il 40% dei consumi dell’intero anno. Nel complesso, questo giro d’affari al consumo dedicato alle feste di fine anno sarà di 440 milioni di euro per le sole bollicine made in Italy.

Il commento di Osve

Il presidente dell’Osservatorio, Giampietro Comolli, fa il punto della situazione delle bollicine nostrane: “I successi all’estero sono un merito e un vanto delle imprese italiane, ma non bisogna dimenticare il mercato nazionale e intraprendere strategie di sviluppo, ne va del futuro enologico tricolore. La strada del recupero del boom dei consumi di fine 2008 è lunga, anche se la bollicina resta sempre uno dei regali più apprezzati”.

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