Donne e vino, addio a cliché e luoghi comuni

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Il vino non è solo cosa da uomini. Sembra una frase scontata, ma non sempre è così, soprattutto se guardiamo ai luoghi comuni che ancora circordano le abitudini enologiche del mondo rosa. Proprio per questo, l’esperto di vini e winewriter Julien Miquel, creatore del seguitissimo blog Social Vigneron, che vanta oltre 250 mila follower su Twitter e 14 mila su Facebook, ha deciso di smentire con fatti e dati i principali cliché che resistono sul rapporto tra donne e vino.

Addio a 10 luoghi comuni

Nello specifico, la convinzione di fondo dell’enologo francese è che l’apprezzamento del vino è un fatto di gusto individuale e non di genere. E così, dalle pagine del suo blog ha realizzato un elenco dei principali 10 cliché sul “sesso debole”, smentendo passo per passo queste convinzioni sociali. Si comincia dall’affermazione che “gli uomini comprano più vino delle donne”, ritenuta errata perché, al contrario, sono proprio le donne le prime acquirenti di vino, come dimostrato dalle statistiche che rivelano come negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Francia, in Svizzera e in Australia la maggioranza di chi acquista bottiglie è rosa.

Le scelte delle donne sul vino

Ma è sbagliato anche pensare che le donne bevano solo bianchi e vini dolci, o che non sappiano come acquistare una bottiglia. Innanzitutto, le signore europee scelgono in maggioranza un vino rosso (57 per cento), mentre in Asia la quota sale al 70 per cento; inoltre, al contrario degli uomini (influenzati spesso dal brand e dal prezzo e dall’idea che il vino sia uno status symbol), gli acquisti femminili si concentrano sulle caratteristiche del prodotto, sulla possibilità di abbinamento con il cibo o con scelte in base alla regione e paese di origine. Insomma, le donne non acquistano vino a caso o in modo futile e impulsivo e, come abbiamo raccontato solo qualche giorno fa, hanno idee ben precise anche sugli uomini che non bevono.

In aumento le donne del vino

Julien Miquel rivela ancora che anche nel comparto dell’enologia le cose stanno cambiando, con le signore esperte che sono il 33 per cento in Francia e il 50 per cento in Spagna; le sommelier sono invece salite all’80 per cento del totale in Svezia, in Russia e Giappone, e il 40 per cento in Italia; se pensiamo alle viticultrici, infine, sono il 28 per cento in Francia e il 30 per cento in Italia (ovvero una su tre). C’è però un aspetto sul quale si può intervenire: le donne hanno ancora una bassa percezione delle proprie competenze, al punto che solo una donna su dieci si definirebbe “gran conoscitrice di vino” (contro il 20 per cento di uomini), e solo il 17 per cento delle signore è convinta di poter identificare gli aromi in un vino (gli uomini invece sono al 30 per cento).

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