Dal 1 gennaio via al registro telematico per le aziende vitivinicole

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Nessuna proroga o rinvio: il Mipaf ha confermato ufficialmente che dal prossimo primo gennaio entra in vigore il registro telematico del vino, che dovrebbe portare a compimento il processo di dematerializzazione dei registri cartacei del settore, integrato nel Sistema informativo agricolo nazionale (SIAN) e messo a punto anche grazie a una fase di sperimentazione che ha coinvolto circa il 30% della produzione nazionale.

Cos’è il registro telematico per le aziende vitivinicole

A livello nazionale, la telematizzazione riguarda oltre 50 mila operatori, nella maggioranza assoluta dei casi (oltre il 90 per cento) piccoli produttori. Questo documento telematico è obbligatorio per tutte le persone (fisiche e giuridiche) e le associazioni che detengono un prodotto vitivinicolo, per l’esercizio della propria attività professionale o per fini commerciali. Inoltre, è specificato che anche i titolari di stabilimenti o depositi che eseguono operazioni per conto di terzi devono effettuare le registrazioni nel proprio registro telematico, distintamente per ciascun committente, indicando i vasi vinari utilizzati, così come i titolari di stabilimenti di produzione o imbottigliamento dell’aceto (che devono segnalare le registrazioni di carico e scarico e di imbottigliamento), i titolari di stabilimenti che elaborano bevande aromatizzate a base di vino (che devono effettuare le registrazioni dei prodotti vitivinicoli introdotti e le successive utilizzazioni e lavorazioni).

A cosa serve il registro telematico

Secondo le premesse del Ministero delle Politiche Agricole, attraverso questo sistema si marcia spediti verso la sburocratizzazione e la semplificazione delle operazioni; fino a oggi, infatti, le imprese vitivinicole sono costrette a circa 100 giornate di lavoro per soddisfare le 4 mila pagine di normativa che regolamentano il settore, mentre grazie a Internet e alla tecnologia (e all’apporto del nuovo Testo Unico sul vino) tutto questo sarà solo un ricordo. E per favorire ulteriormente gli operatori, lo stesso Mipaf ha definito un periodo di accompagnamento e di “tolleranza” fino al 30 aprile 2017, in cui gli operatori potranno, in sede di controllo, giustificare le operazioni non registrate online attraverso documenti cartacei senza essere sanzionati.

Come funziona il registro

Tutte le categorie prima descritte, dunque, potranno utilizzare questa procedura telematica a partire dal 1 gennaio: per la trasmissione delle operazioni di carico e scarico è possibile usare sia il sistema online per la registrazione diretta delle operazioni che il sistema di interscambio di dati in modalità web-service. Il primo step è richiedere l’iscrizione e autenticarsi sul portale web del Mipaaf con le proprie credenziali e procedere all’abbinamento del proprio Cuaa (Codice Univoco Azienda Agricola) con i codici Icqrf dei propri stabilimenti. È importante sottolineare che il procedimento che sta per partire, comunque, è stato già testato durante un periodo di sperimentazione che ha coinvolto un campione di aziende pari a circa un terzo della produzione nazionale, coordinato dall’Ispettorato repressione frodi (ICQRF) in tutta Italia.

I commenti del ministro Martina e di Coldiretti

Il ministro Maurizio Martina ha così dichiarato: “siamo davanti a una fase molto importante del processo di semplificazione concreta che riguarda il vino e che fa parte del lavoro che ha portato anche all’approvazione del Testo unico. Trasparenza e tracciabilità sono le parole chiave di questa operazione che ci rende l’unico Paese al mondo ad avere i dati sulla produzione vinicola in tempo reale grazie al registro telematico. È un lavoro che vogliamo fare insieme alla filiera e proprio per questo per i primi mesi di applicazione abbiamo previsto una fase transitoria senza sanzioni. Come Governo abbiamo preso un impegno preciso: rispondere alle esigenze delle aziende e farlo nel più breve tempo possibile. È fondamentale continuare questa azione di taglio della burocrazia per sostenere il settore vitivinicolo e l’intero agroalimentare, motori dell’economia italiana”. Un parere che trova riscontri anche nelle parole degli operatori del settore, e in particolare dei rappresentanti di Coldiretti Piemonte, che definiscono questo passaggio “un risultato importante che arriva dopo anni di lavoro. È dal 2009, infatti, che Coldiretti propone formule di snellimento delle procedure burocratiche al fine di semplificare le comunicazioni e gli adempimenti a carico dei produttori”, specificando comunque che “ci vuole gradualità nel passaggio. Al fine di andare incontro alle imprese, Coldiretti ha già avviato un’intensa attività di formazione ed assistenza per supportare gli imprenditori nel passaggio al nuovo registro”.

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