Alla scoperta dei migliori vitigni della Basilicata

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Stretta tra le regioni confinanti, con una estensione limitata, spesso la Basilicata è una terra sottovalutata soprattutto sul fronte della produzione enogastronomica. Eppure, questo territorio è in grado di contribuire al panorama del gusto italiano con ben 8 denominazioni tra DOP e IGP, tra cui spiccano il Pane di Matera IGP e salumi e formaggi tra i più apprezzati dello Stivale, e soprattutto quattro vini tutelati con marchio Doc e uno con quello IGT.

I migliori vini della Basilicata

Quando si parla di vitigni lucani il pensiero corre immediatamente all’Aglianico, che in assoluto quello più coltivato e dalla qualità forse superiore, che non a caso caratterizza anche l’unica DOCG della regione, l’Aglianico del Vulture Superiore DOCG (come abbiamo raccontato qui). In regione, comunque, si fanno notare anche altri vitigni a bacca rossa, come l’Aleatico e il Bombino Nero, nonché negli ultimi anni alcuni innesti internazionali come Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Merlot. Sono invece meno diffusi i vitigni bianchi, che comunque comprendono il Bombino Bianco, la Verdeca, la Malvasia Bianca e lo Chardonnay.

I vini DOC della Basilicata

Il principe tra i vini rossi lucani è senza dubbio l’Aglianico del Vulture, che ha ottenuto la denominazione di origine controllata nel 1971; le sue origini, però, rimandano all’antichità e ai tempi della Magna Grecia e degli antichi Romani, mentre le sue particolari caratteristiche derivano proprio dalle proprietà della terra in cui crescono le vigne, che si rivela ricca di potassio e altri minerali grazie al Vulture, un vulcano ormai spento. Un’altra produzione Doc di rilievo è quella della provincia di Matera, area che si estende dal mare al confine con la Puglia, dove prendono vita sei tipologie del vino Matera DOC (per la precisione, Rosso, Primitivo, Moro, Greco, Bianco e Spumante). Lungo il bacino del fiume Agri, invece, si produce non solo la terza denominazione controllata, la Terre dell’Alta Val dell’Agri (un ottimo rosso che si affianca a buonissimi vini rosati), ma anche vitigni che originano vini protetti da indicazione geografica tipica di buon gusto e qualità, tra cui si notano in particolare degli interessanti bianchi, ottenuti attraverso la combinazione sapiente di uve Chardonnay, Fiano, Malvasia e altre.

Le caratteristiche organolettiche dei vini della Basilicata

L’Aglianico del Vulture ha delle proprietà davvero esclusive ed eccellenti: il colore è rosso rubino intenso, in molti casi con tendenza al granato, l’odore è intenso e gradevole e il sapore secco e persistente, tannico al punto giusto. Il Grottino di Roccanova, vino DOC prodotto in provincia di Potenza, trae le sue caratteristiche principali dalla combinazione delle varie uve di cui è composto (Sangiovese, Cabernet-sauvignon, Malvasia nera di Basilicata, Montepulciano), e si presenta tannico e limpido all’aspetto, con colore rosso rubino intenso (e riflessi violacei quando invecchia), con note di frutta a bacca rossa e delicati profumi di spezie; il gusto, invece, gusto armonico e persistente. Da citare anche il Grottino di Roccanova Bianco (riconosciuto a marchio IGT), per la cui produzione si utilizza uva proveniente da Malvasia bianca di Basilicata.

Le qualità dei vini Matera Doc

Come detto, l’altro vino a marchio Doc regionale è il Matera, che trova declinazione in sei varianti. Il Matera Rosso ha proprietà organolettiche intense e un gusto secco tendente al vellutato; il Matera Primitivo, invece, ha un caratteristico profumo erbaceo, che si riscontra anche nel Matera Moro, che però è tipicamente rosso rubino. Tra i bianchi, invece, il Matera Greco ha colore paglierino e sapore tipico; il Matera Bianco ripresenta sentori fruttati ed erbacei, con sapore secco e sapido; infine, il Matera Spumante ha un profumo fruttato e un caratteristico sapore fragrante.

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