Addio a Livio Felluga, il patriarca del vino

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Lutto nel mondo del vino di qualità: all’età di 102 anni, infatti, si è spento Livio Felluga, noto a tutti come “il patriarca del vino” o con un altro soprannome che a lui piaceva molto, “il contadino”. Ritenuto da molti il rifondatore della tradizione enoica friulana, scossa dalle vicende della guerra, Livio Felluga aveva ricevuto nel 2015 il prestigioso Premio Internazionale Vinitaly, mentre nel 2009 aveva ricevuto una Laurea honoris causa in Viticoltura, conferita dall’Università di Udine a riprova dell’importanza della sua attività.

Chi era Livio Felluga

Il patriarca del vino era nato a Isola d’Istria il primo settembre 1914, e quindi agli albori del primo conflitto mondiale; la sua vita è stata contrassegnata proprio dagli eventi storici, che hanno condizionato anche i trasferimenti familiari, dall’Istria (con il cambio di bandiera e dominio) a Grado (provincia di Gorizia), zona nella quale aveva poi scelto di stabilirsi, per la precisione sul Collio e nell’entroterra. E proprio qui, con grande caparbietà, decise di rimettere in sesto e sistemare i vecchi vigneti usciti devastati dalla seconda guerra mondiale, impiantandone anche di nuovi per ripopolare una zona collinare che all’epoca era in totale abbandono.

I vini di Livio Felluga

Come ricordano anche i tanti articoli commemorativi apparsi in queste giornate, il “contadino” intuì che non era sufficiente continuare a coltivare solo uve per Tocai, Refosco e Malvasia, e così nel Dopoguerra decise di tentare la strada della produzione di “vini da collina”, contraddistinti da altissima qualità: è da questa base che è nata poi un’azienda – chiamata semplicemente Livio Felluga – divenuta nel tempo famosa in tutto il mondo, che attualmente si estende su un’area di 155 ettari e produce mediamente 800 mila bottiglie all’anno, con alcune punte di assoluta eccellenza come il Sosso Rosso, Il Livio (creato dai figli per festeggiare l’ottantesimo anniversario del patriarca e classificato come Colli Orientali del Friuli Bianco DOC) e l’Abbazia di Rosazzo.

Le parole di Livio Felluga

In una delle ultime interviste concesse, Livio Felluga raccontò la sua storia, sottolineando in particolare come il suo sogno “si realizzò negli anni Cinquanta, quando acquistai i primi ettari di vigneto a Rosazzo. Erano tempi difficili. La collina era in totale abbandono. Sorgevano le prime industrie e i contadini preferivano avvicinarsi alle città e al lavoro nelle fabbriche”. Fu qui che cominciò la sua sfida, che era “oppormi a tutto ciò cercando di rendere nuovamente produttiva la collina. Il tempo mi ha dato ragione: Rosazzo oggi è considerata una delle zone più vocate. Con l’inconfondibile etichetta della ‘carta geografica’ indicai la provenienza delle nostre uve a garanzia di un prodotto di qualità”. Il patriarca poi aveva già chiara la sua eredità: “Ho creduto nelle mie convinzioni, ho sconfitto la diffidenza, i luoghi comuni e ancora adesso mi dedico alla campagna con grande passione insieme ai miei figli. Maurizio, Elda, Andrea e Filippo sono il presente e il futuro, e la mia più grande soddisfazione è proprio vedere che essi hanno ereditato il mio amore per la terra, per la tradizione e per la qualità”.

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