Vendemmia 2016, la qualità in Italia Centrale e al Sud

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Procediamo con la nostra mappa della qualità dei vini in Italia dopo gli ultimi aggiornamenti sulla vendemmia 2016 appena conclusa. Dopo il focus sulle regioni settentrionali (che potete leggere qui), ci concentriamo adesso sull’Italia Centrale e sulle zone del Sud, che invece hanno subito in maniera più intensa gli effetti del clima mutevole.

I vini in Toscana ed Emilia Romagna

In Emilia Romagna “la campagna vitivinicola è stata sicuramente positiva e si stima una produzione complessiva di 7,6 milioni di ettolitri”, come rivela lo studio di Assoenologi; in particolare, ottima annata “per le uve di Grechetto Gentile (Pignoletto)”, dove “le basi presentano buone note aromatiche e acidità maliche interessanti”. Buoni risultati “anche le Albane, che hanno però generato prodotti meno strutturati rispetto alle precedenti vendemmie ma più freschi e fruttati”; per il Trebbiano, “le produzioni sono risultate più abbondanti rispetto allo scorso anno, perfettamente sane e con ottimi pH, presupposti per una buona produzione di vini base spumante”. Ottima annata anche per il Sangiovese, mentre la vendemmia della Cagnina (vitigno Terrano) “risulta essere particolarmente gradevole e profumato”; alta qualità anche per i vari lambruschi, soprattutto Salamino, Sorbara e Grasparossa; aromi e acidità importanti per malvasie e Bonarda. In Toscana, invece, si ritrova una qualità a macchia di leopardo, che comunque si rivela molto interessante per le principali produzioni a denominazione, come Chianti, Chianti Classico, Carmignano, Nobile e Brunello di Montalcino: si attende un’annata equilibrata ed elegante, con vini longevi.

I vini Italia Centrale

Nelle Marche i vini bianchi come Verdicchio, Pecorino e Passerina risultano “molto equilibrati, ricchi in aromi primari (tioli) e dotati di notevole freschezza”; anche i vini rossi lasciano attendere “un’annata assai interessante, con prodotti che evidenziano una buona dotazione acidica, tenori elevati di antociani e polifenoli, presupposti ideali per ottenere vini adatti all’invecchiamento”. Nella zona di Lazio e Umbria, invece, ha influito molto il fattore meteo, che ha creato una grande differenza “tra i vini bianchi e rossi ottenuti con varietà precoci, che risultano profumati, strutturati e ben bilanciati, e quelli provenienti da varietà tardive che appaiono meno espressivi, sebbene anch’essi di buona struttura e di gradazione alcolica elevata”. In Abruzzo, infine, i grappoli sono stati sani e più pesanti: si attende un’annata nel complesso buona, con diverse punte di ottimo, per le produzioni locali come Pecorino, Trebbiano e Montepulciano.

I vini al Sud Italia

Sono le piogge ad aver caratterizzato la stagione della Campania; per i bianchi, si attendono “vini interessanti sotto il profilo olfattivo, snelli, freschi e sostenuti da elevate acidità”; situazione differente per l’Aglianico e per “le uve rosse in generale”, che hanno avuto “una vendemmia più difficile: la selezione dei grappoli in vigna è risultata fondamentale per conseguire buoni risultati, i vini sono meno concentrati del solito, con maggiori tenori di acidità ma con buone espressioni olfattive”. In Puglia, invece, dai primi “riscontri di cantina i vini risultano di buona qualità, equilibrati e ben strutturati”: buona dunque la situazione di Chardonnay, Sauvignon, Bombino bianco, Trebbiano e Malvasia, mentre le piogge di metà settembre non hanno per fortuna provocato danni rilevanti alle uve di Negroamaro, Salento e Primitivo.

I vini in Sicilia e Sardegna

In Sicilia, Assoenologi segnala una “sanità delle uve conferite buona, così come la resa uva/vino”, che dovrebbero generare “vini con una qualità assai interessante con diverse punte di ottimo ed alcune di eccellente”, evidenziata anche dai primi dati analitici. Nel complesso, quindi, buona situazione per le uve come Nero d’Avola, Grillo, Catarratto, Insolia, Nerello Mascalese, mentre difficoltà ci sono state a Pantelleria a causa della siccità, con lo Zibibbo che “ha registrato un decremento di ben il 45%”. Il nostro giro dei vini d’Italia si chiude con la Sardegna, dove la gradazione delle uve isolane principali, come Cannonau, Vermentino e Carignano, “è risultata mediamente inferiore di un grado alcolico rispetto all’ultima vendemmia”, mentre la qualità dovrebbe tenersi sugli stessi livelli di quelli del 2015.

Fonte Assoenologi

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