Sagrantino di Montefalco, il principe del vino umbro

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Vitigno storico, le cui origini risalgono addirittura al Sedicesimo secolo, oggi il Sagrantino di Montefalco è uno dei vini più pregiati di Umbria e dell’Italia intera, come testimonia il successo continuo anche nelle opinioni degli esperti e nei giudizi delle guide del settore. E per il 2017 è già in programma un interessante appuntamento in abbinamento al Giro d’Italia.

Doppia festa in Umbria

Partiamo proprio da quest’ultima notizia: il 16 maggio 2017 è infatti in calendario la decima tappa dell’edizione numero cento del Giro d’Italia, che sarà dedicata proprio alla celebrazione del territorio di produzione della DOCG Montefalco Sagrantino, con una particolare corsa contro il tempo che si snoderà per le aree di Bevagna e Montefalco. La crono del Sagrantino partirà da Foligno e, come spiegano i rappresentanti del Consorzio Tutela Vini Montefalco, sarà l’occasione per una doppia festa: “Le ‘nozze rosa’ tra il centenario del giro e il 25esimo anniversario della DOCG Montefalco Sagrantino costituiscono un traguardo di grande simbolismo e valore per il nostro territorio. Dal 1992, insieme ai produttori e alle istituzioni, abbiamo intrapreso un percorso a tappe per l’affermazione dei tratti identitari che oggi contraddistinguono i nostri vini sulla scena nazionale ed internazionale. Siamo arrivati fin qui con un lavoro di squadra che ha lanciato il Sagrantino in volata verso la celebrazione di questa ricorrenza”.

Le origini del Sagrantino

Se il marchio Docg ha ormai un quarto di secolo, la coltivazione del vitigno risale addirittura a quasi cinquecento anni fa: è infatti del Sedicesimo secolo il primo documento ufficiale nel quale si trova riportato il nome di questa pianta, atto che attualmente è conservato nell’archivio notarile della città di Assisi. Gli storici ritengono che fossero i frati francescani a coltivare l’uva per ricavare un passito destinato a riti religiosi, da cui deriva la denominazione di “Sagrantino”. Tra alterne vicende storiche, arriviamo agli anni Sessanta del Novecento, quando abili e lungimiranti vignaioli hanno di nuovo portato il Sagrantino al ruolo di vitigno principe dell’area di Montefalco e progressivamente di tutta la regione Umbria, ottenendo il riconoscimento della DOC nel 1979 e della prestigiosa DOCG nel 1992; oggi questo distretto enogastronomico si estende per oltre 16 mila ettari (nei quali vengono tuttavia ancora coltivate anche altre uve, come, ad esempio, quelle del Sangiovese), e il crescente riconoscimento non ha comunque ancora inciso sul costo, mantenendo il rapporto tra qualità e prezzo del Sagrantino ancora conveniente.

Le caratteristiche del Sagrantino

Nella sua versione secca, il Sagrantino di Montefalco è un vino rosso rubino con velature di color violaceo, di aroma pieno e bouquet che richiama sentori di more di rovo e un tenore alcolico compreso fra i 13 ed i 15 gradi. Nella variante passita si rivela ottimo vino da pasto dal gusto speziato e caldo, che risulta al tempo stesso corposo e abboccato con tenore alcolico mai inferiore i 14 gradi e colore maggiormente tendente al granato. Questi tratti derivano dalle peculiarità di queste uve, capaci di resistere ad appassire su graticci di legno senza marcire o perdere il proprio contenuto di zuccheri, anche per due mesi dopo la raccolta (che avviene in una fase avanzata della maturazione). Importante, in questo senso, anche il lungo periodo di affinamento, che supera i 30 mesi per entrambe le varietà (per il vino secco, almeno un anno va trascorso in botti di legno) per l’’alta concentrazione di polifenoli e di tannini. Per quanto riguarda gli abbinamenti con il vino Sagrantino di Montefalco, quello secco va servito a temperatura ambiente, indicativamente fra i 17° e i 18° e si rivela un ottimo ottimo compagno per piatti forti come minestre e carni leggere, anche se la sua corposità lo fa scegliere anche per arrosti, selvaggina e per formaggi saporiti.

Il miglior vino e le migliori cantine di Sagrantino

Come riporta anche la pagina dedicata sulla nota enciclopedia online, per la diffusione di questo vino è stata decisiva l’azione di alcune cantine, che si sono impegnate per la valorizzazione del territorio, dei suoi vini e dell’enoturismo: si tratta di marchi storici come Antonelli San Marco, Scacciadiavoli, Caprai e Adanti, cui si è aggiunta la Lunelli, già attiva in Trentino per gli spumanti. Negli ultimi anni, poi, sono saliti alla ribalta anche altri produttori interessanti, come Colpetrone, Falesco e Lungarotti (che, in particolare, propone una consigliata versione di Sagrantino biologico passito dolce, reperibile anche sul nostro canale di vendita online). Anche l’ultima edizione della Guida del Gambero Rosso 2017 sui vini ha puntato i suoi fari sul territorio umbro, assegnando il riconoscimento più ambito e importante, i “Tre Bicchieri” a ben 10 produzioni di varie annate che insistono nell’area di Montefalco, Torgiano, Narni e Orvieto, e in particolare al Montefalco Sagrantino 2012 Pardi, al Montefalco Sagrantino Campo alla Cerqua 2012 Tabarrini e infine al Montefalco Sagrantino Collepiano 2012 Arnaldo Caprai.

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