Ecco i migliori vitigni delle Marche

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Vitigni autoctoni di gran qualità, grazie alla fortunata combinazione tra elementi come il clima, la conformazione collinare e la vicinanza del mare, che si rivelano ideali per la coltivazione di piante che producono risultati eccellenti anche dal punto di vista del gusto. E anche se dal punto di vista quantitativo i vitigni più presenti nelle Marche sono Sangiovese e Montepulciano, quello che rappresenta un fiore all’occhiello per la regione è forse il Verdicchio, uno dei più apprezzati vitigni autoctoni bianchi italiani.

Tanti vitigni di qualità

Al giorno d’oggi, il panorama ampelografico delle Marche annovera, tra vecchie iscrizioni e nuove introduzioni, ben quarantuno varietà di vite classificate idonee alla coltivazione su tutto il territorio regionale, grazie come accennato a una configurazione orografica particolarmente adatta alla coltivazione: la regione ha un territorio composto per il 30 per cento da aree montuose e per il 70 per cento da zone collinari, nelle quali insiste la stragrande maggioranza degli ettari vitati. Guardando invece le tipologie di piante, per il 60 per cento si tratta di vitigni bianchi, a cominciare dal Verdicchio, e per il 40 per cento da rossi come Montepulciano e Sangiovese.

Bianchi, il Verdicchio è al top

Se invece consideriamo i soli dati quantitativi, il vitigno principale è il Sangiovese, che copre un’estensione di 3600 ettari, di cui 2000 DOC e 1600 di vini IGT e comuni, che rappresentano il 21 per cento dell’intera superficie totale; segue a poca distanza il Montepulciano, che invece conta un 70 per cento di superficie è adibita a DOC. Terzo il citato e rinomato Verdicchio, che però ha una produzione di qualità quasi assoluta, con l’87 per cento della produzione vocata a DOC/DOCG. Tra gli altri vitigni bianchi autoctoni delle Marche vanno citati anche il Pecorino, che negli ultimi tempi sta conoscendo un grande sviluppo, la Passerina, il Biancame, o il Maceratino, mentre vantano una comunque lunga tradizione altre varietà come Malvasia bianca di Candia, Trebbiano toscano e Malvasia bianca lunga.

Anche i rossi si difendono bene

Tra i vitigni autoctoni a bacca nera, poi, vanno ricordati l’Aleatico, la Lacrima e la Vernaccia nera; questi ultimi due, in particolare, si differenziano per accentuate peculiarità e danno origine rispettivamente al Lacrima di Morro d’Alba e alla Vernaccia Nera di Serrapetrona in provincia di Macerata, uno spumante rosso poco dolce e molto interessante, riconosciuto a marchio DOCG dal 2004.

Un panorama ampelografico ampio

Nell’ambito della viticoltura italiana, dunque, le Marche si caratterizzano per l’elevato numero di varietà di viti e per la presenza di ceppi centenari in molti vigneti. Merito di una storia che affonda le sue radici nel passato, e in particolare dell’arrivo dei Greci siracusani che fondarono Ancona, dando vita a fiorenti scambi di merce via mare; furono poi i Romani ad avviare la coltivazione intensa della vite, a cominciare dalle produzioni come il “vino Piceno” che si diffuse in tutto l’impero. Oggi, invece, le Marche annoverano 5 vini DOCG, 15 DOC e una IGT (la IGT Marche), e il quadro dei prodotti agroalimentari tipici si completa con 4 DOP e 2 IGP.

I migliori vitigni delle Marche

Volendo fare un tour tra i vitigni delle Marche, si può partire dal nord, dove si incontra la zona del Metauro (dove insistono vitigno Biancame che genera il DOC Bianchello del Metauro) e dei Colli Pesaresi (altra DOC) con i primi vitigni Bianchello e Sangiovese. La zona dei Castelli di Jesi è invece vocata al vino Verdicchio (da cui si producono il Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC e Riserva DOCG), così come quella di Matelica e dell’Alta Val Camerina. Spostandosi nella zona costiera attorno al promontorio del Conero si trovano i vini rossi a base di Montepulciano (in particolare il Conero DOCG, come quello Umani Ronchi Rosso Conero San Lorenzo 2012). L’area appenninica di Serrapetrona è invece famosa per i vini spumanti a base del vitigno Vernaccia Nera di Serrapetrona (la citata Vernaccia di Serrapetrona DOCG). Verso sud,  invece, la zona di Macerata vanta vini bianchi a base del vitigno Maceratino, un clone del Verdicchio. Infine, i Colli del Tronto e i Colli Ascolani sono conosciuti per il Rosso Piceno DOC (vitigno Montepulciano) e per il Falerio DOC (che si produce da vitigni Trebbiano, Passerina, Pecorino).

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