Brulè con vino bianco, toccasana contro il freddo

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È una ricetta ideale per coccolarsi un po’ al sopraggiungere del freddo, da gustare al caldo del letto sotto il piumone oppure, come da tradizione, tra le strade dei Mercatini di Natale, sopratutto in Veneto. E anche se la versione rossa continua a essere quella più utilizzata e frequente, negli ultimi anni sempre più persone si lasciano tentare dai profumi del brulè con vino bianco, la bevanda che rappresenta un vero toccasana per l’autunno e l’inverno, ma si rivela anche un sorprendente afrodisiaco!

Vino bianco contro rosso?

Se, come abbiamo già visto sulle pagine di questo blog, il vin brulè originale è tendenzialmente creato utilizzando come base del buon vino rosso, non meno gustosa e apprezzata è la variante che prevede l’impiego di bottiglie di vino bianco. Accorgimento fondamentale per la riuscita della bevanda è che si scelgano solo vini bianchi secchi, di quelli ottenuti dalla fermentazione di uve bianche senza buccia e lasciati riposare in botti di quercia per almeno 3 mesi, solo così, infatti, l’alcol può sprigionare tutto il suo aroma durante la fase di cottura.

Brulè con vino bianco, la ricetta

La ricetta, infatti, non cambia, e prevede l’infusione per almeno un’ora di una serie di ingredienti come succo di mela e arancia insieme a spezie come cannella, anice stellato, zenzero fresco e chiodi di garofano, ma anche – a seconda dei gusti – con foglie di alloro e talvolta anche con del miele. Ovviamente, il preparato va poi servito in tazze di vetro o ceramica e bevuto bollente, per godere appieno degli aromi e del potere riscaldante del brulè con vino bianco, magari da accompagnare con semplici biscottini di pasta frolla o altri impasti.

Il vino bianco giusto per il brulè

Per quanto riguarda l’ingrediente fondamentale, ovvero il vino bianco da usare per questa variante del “mulled wine”, ci sentiamo di consigliare in particolare alcuni vini, disponibili anche sul nostro sito di ecommerce XtraWine: il Pinot bianco e lo Chardonnay, ad esempio, sono quelli generalmente usati in Veneto e nelle regioni limitrofe, ma stanno avanzando anche Sauvignon Blanc e Müller-Thurgau, nonché il Moscato. Come si vede, abbiamo citato solo prodotti di alta qualità, e per un motivo molto semplice: da un vino di bassa qualità deriverà un vin brulè poco buono e meno aromatico.

I consigli sul vin brulè bianco

L’altra importante accortezza da seguire durante le fasi di preparazione di questa bevanda sta nella temperatura a cui si riscalda il composto: bisogna infatti ricordare (o sapere) che che raggiunti gli 83° C l’alcool contenuto evaporerebbe e le spezie subirebbero trasformazioni al loro sapore; inoltre, è provato che a temperature molto elevate lo zucchero produce una sostanza cancerogena. Insomma, l’ideale è non andare mai oltre gli 80° C, e mai fiammeggiare in ebollizione il vino, che appunto evaporerebbe del tutto. Invece, il tasso alcolico del vin brulè bianco deve essere almeno del 7 per cento.

Gli effetti afrodisiaci del vin brulè

Questo toccasana per il freddo si rivela, in realtà, anche un alleato in camera da letto: le spezie contenute nel vin brulè bianco, infatti, possono creare un effetto afrodisiaco che stimola ancor di più il “caldo”, grazie a un profumo inebriante e un effetto vasodilatatore che porta un pizzico di malizia alle gelide serate autunnali e invernali da passare sotto il piumone.

Fonte immagine: Vegan Blog

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