I vini ungheresi più famosi: non solo Tokaji

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Continua il nostro giro lungo le sponde del Danubio, e dopo la panoramica sulle produzioni vinicole di Austria (qui il nostro pezzo) e Croazia (leggi qui), oggi facciamo tappa nel Paese magiaro, alla scoperta dei migliori vini ungheresi. Piccola anticipazione: non c’è solo il famoso Tokaji Aszu, il vino da dessert ribattezzato bevanda dei Re.

Il Tokaj, vino dei Re d’Ungheria (e non solo)

Conteso dalle corti di tutta Europa, il Tokaji è ancora oggi un vino leggendario, fortemente amato non solo dagli Imperatori austro-ungarici ma anche dai Re francesi e da altre aristocrazie dei secoli scorsi. Sin da quando, cioè, nelle zone del Paese dell’Est Europa si è avviata la coltivazione di questa uva particolare: secondo le fonti storiche, il primo documento ufficiale su questo prodotto risale addirittura alla fine del XV secolo, mentre è nel XVII secolo che il Tokaji Aszú conquista ulteriore fama e prestigio. In particolare, nel 1641 fu emanata la prima legge per normare la produzione di questo vino nella regione di Tokaj-Hegyalja, fissando le modalità di selezione dei luoghi dove impiantare vigneti, le regole sulla costruzione di terrazze, quelle sui sistemi di irrigazione, concimazione e coltivazione, fino ad arrivare ai periodi in cui questi operare (il 20 agosto era il termine per il completamento dei lavori in vigna, mentre la data ufficiale della vendemmia era il 28 ottobre).

Il vino del Re Sole

Un nuovo capitolo nella storica di questo vino ci porta in Francia alla corte di re Luigi XIV, a cui Ferenc Rákóczi, con la speranza di ottenere aiuti per l’indipendenza dell’Ungheria, inviò numerose bottiglie di Tokaji Aszu: il Re Sole apprezzò a tal punto il regalo che diffuse questo prodotto in tutta Europa, dove si conquistò il titolo di “migliore vino dolce in assoluto”, amato poi anche da Beethoven e Pietro il Grande. Seguì un periodo di appannamento, anche a causa della comparsa della fillossera che qui devastò i vigneti prima, e di vicende storiche poi. Oggi, dopo la riconquista dell’indipendenza e della democrazia di fine anni Ottanta, l’enologia ungherese sta riprendendo il suo sviluppo grazie anche all’arrivo di investitori esteri che hanno rilevato le vecchie imprese vinicole e rilanciato la produzione di vino, introducendo nuove e moderne tecnologie enologiche. E così, il Tokaji Aszú, pur essendo ancora il vino più famoso di Ungheria nel mondo, rappresenta solo il 4 per cento del totale della produzione enologica del Paese, superato in quantità (e anche in qualità, come vedremo) da vini secchi, in prevalenza bianchi, sia con uve autoctone, sia internazionali.

Le zone dei vitigni ungheresi

Come accennato, la coltivazione di vite in Ungheria riguarda principalmente le uve bianche; curioso è che, nonostante a livello quantitativo il vino prodotto proviene in prevalenza da regioni poste a Sud del Paese, le produzioni più importanti e di qualità sono invece localizzate nel Nord. La regione vinicola più prestigiosa e famosa è la Tokaj-Hegyalja, ai confini con la Slovacchia, incentrata proprio sul Tokaji Aszú ma anche su vini bianchi secchi, prevalentemente con uve Furmint, Hárslevelü e Muscat Lunel. Le altre sette regioni principali includono, nel settentrione, Eger e le Colline di Mátra, la zona nei pressi del lago di Balaton, Somló e Badacsony, mentre a Sud si ricordano la grande pianura di Alföld, Szekszárd e Villány-Siklós.

Le aree più innovative

Fra le regioni produttrici di vino secco, quella di Szekszárd – Tolna è in genere considerata quella quella più avanzata dal punto di vista tecnologico: qui, infatti, i produttori spesso attrezzano le proprie cantine di barrique e apparecchiature enologiche moderne, producendo vini che si avvicinano maggiormente al gusto moderno. È in questa zona, inoltre, che si trovano le migliori produzioni, tra cui vanno ricordati alcuni prodotti presenti anche sul nostro shop online, come l’Antinori Tuzko-Bataapati Traminer 2015, l’Antinori Tuzko Bataapati Riesling e l’Antinori Tuzko Bataapati Sauvignon.

I vini ungheresi

Da quanto scritto, si intuisce come in Ungheria stiano trovando diffusione uve internazionali a bacca bianca come Chardonnay, Pinot Bianco, Riesling, Sauvignon Blanc e Sémillon, mentre fra le uve a bacca rossa si fanno apprezzare il Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot e Pinot Nero. Ma non mancano le varietà considerate autoctone o quelle tipiche dell’Europa orientale: citiamo fra le uve a bacca bianca Muscat Lunel, Furmint, Kéknyelü, Hárslevelü, Olaszrizling, Szürkebarát e Tramini (Gewürztraminer), mentre tra i rossi Kadarka, Kékoporto, Kékfrankos e Zweigelt.

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