Una ricerca svela: nessuna correlazione tra vino e fertilità per la donna

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Esiste una correlazione tra vino e incapacità a restare incinta? Secondo una ricerca condotta dall’Università di Aarhus in Danimarca, portata avanti per ben dieci anni, non ci sono “differenze apprezzabili” tra le donne che consumano alcol e le astemie. Insomma, viene smentita una lunga serie di dicerie e credenze, come quella pubblicata di recente sul Los Angeles Times, che a inizio febbraio riportava una nota del Centre for Disease Control statunitense che invitava le donne fertili a “controllare se sono in stato di gravidanza prima di bere un bicchiere di vino”, incoraggiando le donne a smettere di bere mentre cercano di rimanere incinte.

Nessun legame tra alcol e fertilità

La totale rinuncia all’alcol non aumenta le probabilità di concepire. È questo il risultato cui sono giunti gli studi condotti da Ellen Mikkelsen e dal suo team di ricercatori presso il Dipartimento di Epidemiologia Clinica dell’Università di Aarhus in Danimarca, che hanno analizzato i dati dell’indagine effettuata a livello nazionale tra il 2007  e il 2016, relativi a 6.120 donne danesi, di età compresa tra i 18 e i 40 anni, che vivevano rapporti stabili e stavano cercando concepire. Secondo quanto emerso, le donne partecipanti allo studio che bevevano fino a 14 bicchieri di alcol a settimana mostravano alla fine la stessa probabilità di rimanere incinte di quante invece erano completamente astemie. Alla fine dello studio, 4.210 donne (il 69 per cento del totale) erano rimaste incinte.

Uno studio molto approfondito

Nelle considerazioni al termine dell’analisi, il team di ricerca ha dunque segnalato come il consumo di vino non ha fatto registrare “alcuna differenza apprezzabile” per la fecondabilità, ovvero la capacità di rimanere incinte nell’arco di un ciclo mestruale (anche indipendentemente dal consumo). Per giungere a questa conclusione, gli studiosi hanno chiesto alle donne di “confessare” e prendere in considerazione loro assunzione di alcol durante il mese precedente e di riferire in media il numero di porzioni consumate ogni settimana. Porzione che, a seconda del tipo di bevanda, era così definita: per un boccale di birra la “porzione” è da 330 ml, per i superalcolici 20 ml, mentre per un bicchiere di vino rosso o bianco era da 120 ml e per un vino da dessert 50 ml. I ricercatori hanno anche tenuto conto di fattori di rischio tra cui l’età, la regolarità del ciclo mestruale, la frequenza e la tempistica del sesso, l’assunzione di caffeina e l’ultimo metodo di controllo delle nascite. L’unico aspetto “trascurato” è quello legato alle abitudini di consumo di alcol da parte dei partner maschili.

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