La Regione del vino: un viaggio veloce tra i vitigni toscani

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Una delle regioni italiane con una spiccata vocazione vitivinicola, e dalla quale ogni anno vengono prodotti milioni di bottiglie di qualità sopraffina è la Toscana, un territorio che sia per conformazione geologica che per clima favorisce la coltivazione della vite.

È infatti noto a tutti come la prevalenza di un paesaggio collinare, unito all’aria degli Appennini, la quale è a sua volta mitigata dall’influenza del mare, renda molto favorevole questo tipo di terreno per l’attecchimento di questa pianta dai frutti straordinari.

In questa sede ci occuperemo di conoscere un po’ più da vicino i vitigni toscani autoctoni, e di capire in quale modo sono distribuite sul territorio di questa regione.

I principali vitigni toscani di uve nere

Il vitigno che più caratterizza la coltivazione tipica della Toscana è senza ombra di dubbio il Sangiovese: infatti quest’ultimo viene coltivato praticamente in tutte le province a vocazione vitivinicola, e da cui si ricavano vini importanti come il Chianti Classico ed il Brunello di Montalcino.

Il Sangiovese si estende su di una superficie complessiva di circa 38.000 ettari, ossia sul 64% della terra adibita alla coltivazione della vite. La maggior parte di tali terreni, sono situati in provincia di Siena, che vanta il record di superficie coltivata con tale vitigno, mentre 11mila ettari hanno sede a Firenze; per quanto concerne invece le altre province a coltivazione prevalente di Sangiovese, esse sono Grosseto e Arezzo.

Una provincia a sé stante è invece Livorno, che vanta una maggiore preponderanza del vitigno Cabernet Sauvignon, un uva anch’essa rossa da cui si ricavano ottimi vini.

Una terza uva nera molto diffusa in Toscana è certamente il Merlot, con terreni coltivati che raggiungono quota 2800 ettari.

La provincia in cui il Merlot viene principalmente coltivato e lavorato è quella di Siena, anche se, come detto già in precedenza, essa è rinomata anche per le uve del vitigno Sangiovese.

Infine annoveriamo tra li vitigni di colore nero il Canaiolo (ma presente anche bianca), un’uva non molto diffusa, ma che spesso veniva utilizzata in combinazione con il Sangiovese per ammorbidire il Chianti.

Vitigni bianchi

Passando invece in rassegna uve di colore bianco, la maggioranza di queste è costituita da quelle appartenenti al Trebbiano Toscano, che tuttavia occupa solo il 5% della superficie regionale coltivata a vite, con circa 5.000 ettari.

Altri vitigni bianchi autoctoni toscano sono, nell’ordine, la Malvasia, il Vermentino, e la famosa Vernaccia di San Gimignano, un’uva da cui si ricava l’omonimo vino DOC, la quale è presente in maniera preponderante nel territorio di questo comune situato nell’entroterra senese.

Le superfici di coltivazione di tali uve non superano tutte assieme il migliaio di ettari, e rendono la Toscana una regione in prevalenza coltivata con vitigni di uve nere.

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