Caravaggio e il vino attraverso le sue opere

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Vino e pittura: un binomio frutto di secoli di dipinti meravigliosi, di artisti folli e geniali e di leggende che hanno alimentato il loro mito.

In particolare concentreremo la nostra attenzione su Michelangelo Merisi, più conosciuto come Caravaggio, analizzando il rapporto tra le sue opere ed il vino con brevi cenni di storia dell’arte.

Il Bacco: un capolavoro ricco di fascino

Se si pensa alla correlazione tra il Caravaggio e il vino, subito si pensa al celeberrimo dipinto raffigurante il dio Bacco, conservato nella Galleria degli Uffizi a Firenze e realizzato tra il 1596 e il 1597.

Bacco rappresenta il crocevia di sacro e profano, con i richiami alla tradizione greca e ai rituali delle Baccanti, incarnando sia l’ebbrezza folle che i simboli tipici del cattolicesimo, come ad esempio la coppa di vino che il dio regge in mano, e che secondo la liturgia rappresenta il sangue di Cristo morto sulla croce per redimere i peccati.

Bacco, conosciuto in Grecia come Dioniso, era, oltre che il dio del vino, una prefigurazione di un futuro Salvatore, in quanto secondo la leggenda la madre Semele, che aveva voluto ammirare Zeus in tutto il suo fulgore, era stata fulminata dalla sua luce, e Zeus ne aveva approfittato per strapparle dal grembo il piccolo Dioniso prematuro, per poi cucirselo nella coscia farlo rinascere al termine naturale della gestazione. Una storia di morte e vita che ricalca per certi aspetti quella di Cristo.

Oltre a tali riferimenti, troviamo anche un gusto teatrale e un modo di ritrarre la giovinezza del Bacco che ha una forte carica sensuale, il che rimanda appunto alla disinibizione che l’alcol accentua nell’uomo.

Altro simbolo che richiama il vino e è la corona di foglie di vite che adorna il capo di Bacco, accompagnata da piccoli grappoli d’uva bianca e nera, a loro volta simboli di morte e resurrezione, così come il contrasto tipicamente caravggesco tra ombra e luce, che fa riferimento alla vera fede che squarcia le tenebre con la sua forza.

Il Bacchino Malato

Un altro quadro che evidenzia bene il rapporto tra Caravaggio e il vino è il Bacchino Malato, dipinto tra il 1593 e il 1594, e conservato presso la Galleria Borghese di Roma. Il quadro ha come tema sempre il dio del vino, anche se questa volta Caravaggio mette in evidenza la malattia di Bacco, con un volto non rubicondo come quello precedente, bensì emaciato e pallido.

Anche qui molti critici hanno visto in questo Bacco una prefigurazione di Cristo, in quanto l’uva è un simbolo della Passione, e il suo succo rappresenta il sangue del figlio di Dio.

Un altro simbolo che richiama il rapporto tra vino e religione è quello raffigurato dagli acini marciti che appaiono nel grappolo di uva gialla che il dio ha nella sua destra, evidente simbolo di caducità e morte.

Infine va sottolineata una posa come di vittoria del dio, il quale, nonostante sia malato e molto vicino alla morte, sembra voler risorgere dalla propria condizione di miseria. Una sorta di risurrezione profana, come molti critici hanno sottolineato, la quale rafforza ancora di più la polisemia dei messaggi.

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