Le 9 cose che non sapete sullo Champagne

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Se c’è un vino che ha raggiunto fama internazionale più di qualunque altro, questo è sicuramente lo Champagne. Il re dei bianchi frizzanti ha davvero pochi pari in termini di popolarità, probabilmente solo il Prosecco italiano. Parliamo di un vino versatile che può essere servito in varie circostanze, come aperitivo prima di un ricco pasto o come vino da brindisi per occasioni importanti, matrimoni, compleanni o altre cerimonie. Lo Champagne è quindi il vino più famoso e meglio classificato, forse anche di miglior qualità, tra quelli presenti in circolazione. Comunque ci sono ancora un sacco di cose che le persone non conoscono di questa preziosa bevanda, vi presentiamo quindi le nove cose che hanno reso lo Champagne uno dei vini più interessanti al mondo.

Dom Pérignon

Cominciamo con la leggenda narrante sia Dom Pérignon a scoprire il processo per creare vini frizzanti, che darà poi il la alla realizzazione dello Champagne. Per questo una delle più famose versioni di questo vino oggi porta il suo nome che è diventato iconico. In realtà ci sono documenti che attestano l’esistenza di vini frizzanti anni addietro la venuta di Pérignon che comunque li perfezionò, più interessante è scoprire che lui stesse cercando un modo di eliminare le bollicine dai suoi vini, con il risultato invece di imparare come domarle e creare così un prodotto differente da tutti gli altri presenti a quei tempi.

Marilyn Monroe

Non è un segreto che le celebrità tendano ad essere grandi fan dello Champagne. Dopo tutto è il drink perfetto da esser servito a eventi mondani ed esclusive feste private. Sono comunque pochi a poter rivaleggiare l’amore che Marilyn Monroe nutrì per questo vino, perlomeno stando a quanto ha scritto il suo biografo. Ormai è nell’immaginario comune che Marilyn fece almeno un bagno nello Champagne, il suo biografo assicura che ci sono volute ben 350 bottiglie per riempirlo che a noi suona anche come un vero spreco di un grande vino.

Gli inglesi e il Brut

Di certo esistono diverse varianti di Champagne e tra queste il Brut è forse quella più popolare e di questo gli Inglesi possono vantarsi. Quando Madame Pommery cominciò ad esportare vino in Inghilterra nel tardo diciannovesimo secolo, si accorse ben presto che qui si preferiva un vino più secco, così questa variente prese il nome di Brut. Prima di ciò, gli Champagne tendevano ad essere abbastanza dolci e sciropposi, senza l’influenza inglese probabilmente non avremmo mai potuto apprezzare il successo della variante Brut.

Pulitori di scarpe

Parlando degli Inglesi, non furono certo i più ortodossi ad apprezzare le molteplici qualità dello Champagne. Infatti nel diciannovesimo secolo nell’alta società inglese divenne pratica comune farsi pulire le scarpe con lo Champagne. Non possiamo entrare nel merito della sua efficacia ma preferiamo credere che le persone preferiscano berlo che sprecarlo sui propri piedi.

Il segreto per un acquisto intelligente

Chiunque sia famigliare con lo Champagne saprà che esso mantiene al meglio le sue qualità se non viene esposto alla luce. Questo va tenuto a mente quando si visita un enoteca. Se un’annata particolare attira la tua attenzione chiedi al titolare del negozio di andarti a prendere una di quelle bottiglie dal magazzino. Quella in vetrina è verosimilmente quella che è stata maggiormente esposta alla luce, quindi probabilmente quella più degradata delle sue qualità. Non aver paura di chiedere il meglio.

Così tante bollicine

Vi siete mai chiesti quante bollicine possa contenere una bottiglia di Champagne? A quanto pare qualcuno lo ha fatto e il risultato delle ricerche che sono conseguite ha riportato che approssimativamente una bottiglia media di Champagne da 750ml contiene approssimativamente 49 milioni di bollicine, in numeri quasi l’intera popolazione Inglese. Ancora più interessante è che un bicchiere di Champagne emette circa 30 bollicine al secondo. C’è da chiedersi quante bollicine rilasciassero i primi vini frizzanti non domi di Dom Pérignon.

La giusta conservazione

Molte persone ti diranno che il modo migliore per conservare lo Champagne sia mantenerla al fresco. Se questo è sicuramente corretto prima di servirla, come in molti ristoranti che immergono la bottiglia in un secchiello riempito di ghiaccio, non è altrettanto vero quando si tratta di conservarla a lungo o invecchiarla. Refrigerando lo Champagne il sughero del tappo si essicherà  e il carbonio che genera le bollicine verrà rilasciato, inoltre il gusto potrà risultare alterato poichè un tappo secco è meno ermetico. Invece di conservare a lungo le bottiglie in frigoriferi o celle refrigerate assicuratevi di tenerle stese in cantine o ripostigli, in ambienti umidi e bui cosicchè il tappo rimanga umido, mantenere il tappo umido previene ogni problema.

Sotto pressione

La pressione all’interno di una bottiglia di Champagne è molto alta, i ricercatori sostengono infatti che sia di circa 6 atmosfere. Questo spiega la facilità del tappo di prendere il volo una volta rilasciato dalla gabbietta. Per fare chiarezza, 6 atmosfere equivalgono a circa tre volte la pressione dell’aria all’interno degli pneumatici di un’automobile.

La bottiglia più vecchia

Si potrebbe ipotizzare che la più vecchia bottiglia di Champagne del mondo sia stata conservata nella cantina di qualche collezionista per decenni. Può essere una supposizione tanto facile quanto sbagliata. La più vecchia bottiglia di Champagne al mondo ad oggi è stata rinvenuta nel 2010 nel Mar Baltico. Questa è stata trovata insieme ad una collezione di altri Champagne invecchiati e in condizioni quasi perfette. Il vino in questione è un Veuve Clicquot della strabiliante età di 170 anni. Nonostante abbia passato così tanto tempo sott’acqua, gli esperti credono che il sapore del vino sia rimasto incontaminato e recentemente la bottiglia è stata battuta all’asta per la cifra record di $37,720. Crediamo che il fortunato acquirente abbia già gustato la bottiglia.

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