Tutto quello che c’è da sapere sulla vita della vite

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Nel mondo dei vini c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire, da imparare e da raccontare agli enoappassionati: prodotti e produttori, tecnologie sempre più all’avanguardia, nuovi studi e ricerche in campo agronomico e vitivinicolo. Negli ultimi decenni, poi, si sta lavorando verso una maggiore consapevolezza dell’aspetto ‘naturale’ del processo produttivo a partire dalla vigna e dalla vite.

In molti dei nostri precedenti articoli vi abbiamo parlato di cosa significa produrre secondo i criteri ‘biologici’ o secondo l’approccio biodinamico, sviscerando i benefici, le tecniche e le norme relative, quando presenti (il vino cosiddetto ‘biodinamico’ attualmente in Italia non ha una normativa di riferimento, diversamente da quanto accade per il vino biologico).

In ogni caso, a monte di ogni bottiglia, all’origine del processo produttivo c’è la vite, la ‘madre’ del vino, che forse troppo spesso viene dimenticata dai commentatori e alla quale oggi vogliamo rendere omaggio con questo pezzo, raccontando tutto quello che riguarda il processo produttivo, le avversità a cui la pianta va incontro e svelando qualche interessante curiosità.

Per esempio: chi sa quanto è grande il vigneto mondiale? E quanto vino viene prodotto nel mondo? È stato stimato che attualmente la coltivazione della vite occupa una ‘porzione di mondo’ di quasi 8 milioni di ettari, di cui la parte più consistente (quasi il 60%) si trova in Europa, il resto è diviso per lo più tra Sud Africa, Sud America, Stati Uniti e Nuova Zelanda.

Altra domanda: chi sa quante specie di vite esistono e qual è quella che si coltiva per produrre vino? Beh, esistono oltre venti specie di vite: la più antica è la vitis silvestris, presente già sessanta milioni di anni fa; quella che si coltiva per la produzione di vino in Europa è la vitis vinifera, la quale purtroppo non ha avuto vita facile nei secoli, soprattutto tra l’ottocento e il novecento.

La vite è una pianta delicata, soggetta a funghi, parassiti e conseguenti malattie: tra l’ottocento e il novecento il vigneto europeo è stato letteralmente flagellato prima dall’oidio e poi dalla fillossera, un insetto parassitario che attacca l’apparato radicale della pianta portandola alla morte. Con questi due violenti attacchi parassitari il vigneto europeo è stato rovinosamente impoverito al punto che alcune varietà di vitigni si sono perse per sempre. Solo con l’innesto su vite americana, resistente alla fillossera, è stato possibile ricostruire il vigneto europeo. E ancora oggi, a parte qualche rara eccezione di vite a piede franco, in tutti i vigneti ciascun tralcio è innestato su vite americana.

A proposito di vigneto, la vite è una pianta viva, ha un suo percorso di vita come ogni essere vivente: qualcuno sa come si caratterizza la vita di una vite? Prima di tutto c’è da dire che la vite ha un suo ciclo vitale relativo alle ‘epoche’ della sua vita e che ha a che fare con la quantità e la qualità dell’uva prodotta, e poi, all’interno dell’anno la pianta segue un ciclo annuale che si divide in sottociclo vegetativo e sottociclo produttivo.

viteIl ciclo vitale della pianta ha inizio con l’impianto in vigneto, per circa 2-3 anni la vite è improduttiva, quando inizia a produrre i suoi frutti inizia la fase in cui concentra il suo periodo di massima produttività, che dura fino ai 25-30 anni (in termini di quantità di produzione molto dipende dal tipo di vitigno, dal clima e dal sistema di allevamento). Infine arriva anche per la vite la vecchiaia, solitamente intorno ai 30-40 anni.

Il sottociclo vegetativo riguarda le fasi di maturazione del tralcio: si parte da marzo con il fenomeno del ‘pianto della vite’, nient’altro che la fuoriuscita di goccioline di linfa dai punti potati; si passa poi al germogliamento, all’agostamento (nel mese di agosto), periodo in cui il tralcio matura, e infine da novembre in poi si entra nella fase di riposo e defogliazione.

Per quanto riguarda il sottociclo vegetativo, invece, i primi piccoli grappoli iniziano a formarsi tra aprile e maggio, si procede con la fioritura tra maggio e giugno cui segue la fecondazione: se la fecondazione non avviene correttamente si va incontro al fenomeno dell’acinellatura del grappolo, cioè gli acini rimangono verdi e immaturi; se, al contrario, tutto procede regolarmente, gli acini inizieranno ad ingrossarsi (allegagione) fino a quando cambieranno colore (invaiatura) durante i mesi di luglio e agosto fino a raggiungere il loro massimo gradi di maturazione cui segue la vendemmia.

D’altra parte non c’è modo più bello per conoscere la vita della vite che quello di andare direttamente in vigna e vedere di persona le trasformazioni che vive la pianta durante l’anno e durante tutta la sua vita.

 

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