Tanti vini… per tante bottiglie diverse

Posted on by

Spesso si parla del contenuto, si elogia la sostanza e si tralascia arbitrariamente la forma. No, non vogliamo fare della filosofia spiccia, non è il nostro settore, qui si parla solo di vino e di tutto ciò che al vino è legato, nella sostanza e nella forma. E oggi parliamo di forme e contenitori, parliamo di bottiglie.

Appassionati del vino, esperti degustatori, semplici bevitori d’occasione, tutti vi sarete certo accorti che quando si ha a che fare col vino sono tanti gli elementi, intrinseci ed estrinseci, a cui bisogna porre attenzione. A tal proposito, qualche settimana fa abbiamo parlato delle diverse tipologie di calice che vengono impiegate per la corretta degustazione del vino, ma prima di arrivare nel calice il vino è “custodito” in un altro recipiente, la bottiglia, che varia per forma colore dimensione in base alla tradizione e alle esigenze di conservazione.

Durante la sua lunga storia il vino ha subito il “passaggio” in diversi recipienti usati per contenerlo e conservarlo soprattutto durante i lunghi trasporti legati alla sua commercializzazione.

Prima del vetro ci sono stati molti altri materiali e in origine il contenitore più usato era l’anfora di terracotta, di cui sono conservati moltissimi esempi risalenti a varie epoche, in uso presso diverse popolazioni antiche, come Etruschi, Greci e Romani; spesso si usarono anche vasi di ceramica e otri di pelle.

Pare che il vetro, usato come materiale per la realizzazione di contenitori potori, abbia fatto la sua comparsa in Europa intorno al XV secolo, già alla corte di Caterina de’ Medici, e pian piano si sia fatto strada sulle tavole e nel commercio. È chiaro, a questo punto, immaginare quale sia stato il Paese che prima di tutti abbia incentivato l’uso delle bottiglie di vetro e in effetti molte delle bottiglie in uso tutt’ora hanno nomi che rimandano chiaramente alla loro zona d’origine.

C’è un’altra cosa da notare: il vetro con cui sono realizzate le bottiglie ha delle caratteristiche particolari che rispondono prima di tutto a esigenze di conservazione. Non dimentichiamo che la bottiglia può conservare il vino anche per moltissimi anni e per tal motivo il contenitore deve essere in grado di favorire la corretta evoluzione del vino e la preservazione di tutte le sue qualità organolettiche. L’uso del vetro scuro ha proprio questo scopo.

TIPOLOGIE DI BOTTIGLIE

In generale tutte le bottiglie sono composte di quattro parti: base, corpo, spalla e collo. Ogni bottiglia però nel tempo è stata modellata in base alle esigenze di cui parlavamo sopra. Vediamo alcuni esempi.

Borgognona o Borgognotta: è una bottiglia molto diffusa, usata per diverse tipologie di vino e realizzata solitamente in vetro scuro, dal nome è facile intuire la sua provenienza e, infatti, è la bottiglia usata per i vini di Borgogna. La sua caratteristica (che si ritrova anche in altre bottiglie) è quella di essere priva di spalla.

BordoleseBordolese: altra bottiglia di origine francese, è forse la bottiglia più diffusa in assoluto, quindi non solo i grandi rossi di Bordeaux ma anche altri vini posso essere contenuti in questa bottiglia dal vetro scuro e dalla “spalla variabile”, nel senso che oltre alla bordolese classica esistono anche la bordolese a spalla alta, più slanciata, e la bordolese piccola, usata per i vini dolci e con capacità di 0,375l o 0,500l.

Albeisa: bottiglia delle Langhe, originaria della zona d’Alba, anche questa in vetro scuro, si usa per i grandi vini rossi di lungo affinamento del Piemonte.

Renana o Alsaziana: proviene dalla valle del Reno, è senza spalla e senza rientranza sulla base ed è usata soprattutto per i vini bianchi.

Champagnotta: è simile alla borgognona, ma ha una base con una rientranza molto pronunciata perché il vetro resista alle alte pressioni interne. Si usa non solo per gli champagne ma anche per tutti i vini che fanno rifermentazione in bottiglia. La sua particolarità è data dalle molteplici dimensioni che può avere (dal quarto di bottiglia fino alla nabuchodonosor che contiene l’equivalente di 20 bottiglie).

Anfora: conosciuta in Italia come bottiglia tipica del Verdicchio, ma è usata anche per i vini della Provenza.

Porto: è la bottiglia usata per il grande vino portoghese e altri vini liquorosi prodotti nella penisola iberica (Sherry e Madeira).

Marsalese: è la bottiglia del vino Marsala in vetro scuro (nero o marrone) e con una spalla molto pronunciata.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • xtrawine-blog-article-right1
  • Articoli Recenti

  • Facebook

  • 1