Terlano e il Sauvignon

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In ambito enologico, ormai è noto il teorema secondo cui “Terroir dell’Alto Adige uguale vini bianchi di grande qualità”. L’apripista nel mercato, delle produzioni enologiche da uve bianche, fu l’”indigeno” gewurztraminer, che ha dato spolvero ad un territorio che si riconosce per la produzione di vini bianchi strutturati di grande ampiezza e intensità.

Fiore all’occhiello di quest’area enologica, restando nel tracciato della bellissima Sudtiroler WeinStrasse, é il terroir di Terlano.

In questo territorio opera dal 1893 la cantina sociale di Terlano, che frutto dell’unione di ventiquattro piccoli produttori, ha dato il via alla crescita enologica di quest’area.

Il terroir

In questo territorio il suolo si caratterizza per la presenza di rocce rosse porfiriche, con prevalentemente presenza di pietre quarzifere; il suolo ha uno scheletro molto grossolano, favorendo l’assorbimento di calore, immerso in una matrice sabbioso-argillosa di scarsa entità. Ad influire sul terroir è la forte incidenza della componente silicatica nelle sabbie e rocce del sottofondo, si pensi che il Silicio è pari al 60% nella composizione del terreno.

In un terreno così scheletrico, le radici di vigne di Terlanonutrimento delle vigne sono spinte ad andar in profondità nel terreno, permettendo l’assorbimento dei vari sali minerali che rendono unico questo territorio.

Il clima è influenzato dalla “difesa” alpina dalle correnti fredde del nord, lasciando invece risalire le correnti calde dalle valli, determinando degli influssi mediterranei. Queste condizioni fanno si che l’escursione termica tra il giorno e la notte sia importante, favorendo la maturazione aromatica delle uve.

Le precipitazioni sono decisamente contenute, sfruttando l’ulteriore difesa, posto a sud dal gruppo dell’Adamello, che, assieme all’orientamento della valle e dei vigneti, oltre ad una bassa densità dell’atmosfera, fa si che siano esposti ad un elevato irraggiamento solare diretto.

I vigneti sono situati tra i 250 mt e i 900 mt di altitudine per una superfice vitata di circa 180 ettari, coltivata per il 70% con vitigni a bacca bianca. I vigneti “cru” sono composti in ampia parte da vigne vecchie più di quarant’anni.

L’assieme di queste caratteristiche porta ad una riduzione naturale delle rese in vigna, che si assestano circa il 20-30% in meno, rispetto ai territori vicini, senza intervento dell’uomo.

I vitigni tradizionali sono il Pinot bianco (vero fiore all’occhiello del terroir di Terlano), lo Chardonnay (qui storicamente era chiamato Pinot Giallo) ed il Sauvignon blanc.

Lo stile 

La “mission” aziendale è produrre vini con un filo conduttore comune: prediligere la beva di particolare impatto richiamando uno stile internazionale, con grande longevità e caratteristiche organolettiche che prediligono freschezza e mineralità, a scapito, in parte, del ventaglio aromatico dei sentori olfattivi.

Chiaramente questa scelta diventa più evidente nei vini da Sauvignon Blanc, dove il consumatore italiano tende a cercare alcuni richiami aromatici, tipici di tale vitigno, come ad esempio la foglia di pomodoro. Sentori che diventano di minor rilievo nell’espressione proposta dalla Cantina di Terlano, in particolar modo nelle vecchie annate e nei cru “Quarz”.

Durante una degustazione di alcune vecchie annate di Sauvignon di Terlano, condotta da Rudi Kofler (attuale enologo della cantina sociale), è emersa nitidamente questa ricerca di un vino longevo, ampio e vibrante nelle durezze con un bouquet olfattivo meno caratteristico del vitigno, ma molto rappresentativo del terroir da cui nasce.

La degustazione

La prima bottiglia degustata è stata un DOC Alto Adige Terlano Sauvignon del 1961: un vino di una vendemmia con più di mezzo secolo alle spalle, che incredibilmente racconta di un vino ancora integro nella sua freschezza. Il colore evidenzia una tonalità calda, frutto di una leggera ossidazione; coerentemente al naso spiccano alcune note ossidative con sentori di tostature come caffè e cioccolato fondente, arieggiando il vino nel bicchiere, si aggiunge al bouquet una nota dolce di caramella mou che si miscela perfettamente in una nota nitida minerale di sasso bagnato. In bocca stupisce l’incredibile freschezza e la tensione dovuta ad una mineralità importante che non diventa mai amara, elegante ed equilibrata.

le varie annateL’annata 1992 si esprime invece su note più calde e morbide; fin dall’ingresso nel bicchiere è evidente una maggiore consistenza, che contrasta con una tonalità giallo verdolino di grande brillantezza. Al naso il fruttato di pesca bianca emerge sulla mineralità; in bocca le note di pesca e di ananas, con alcuni sentori burrosi e vanigliati equilibrano la mineralità, che in questa versione rimane più leggera rispetto all’annata precedente; la freschezza comunque è la nota predominante.

La degustazione è proseguita su due annate del cru DOC Alto Adige Terlano Sauvignon “Quarz”, dove la vinificazione è cambiata rispetto ai vini precedenti: il mosto fermenta in legno e resta tre mesi sulle bucce, successivamente la massa è fatta maturare per metà in legno e per metà in acciaio, fino alla riunione in bottiglia.

La prima annata degustata è la 2005, annata di grande struttura. Al naso spicca un sentore di confettura di ananas e lime, erbe come menta e citronella, accompagnato da una suadente nota dolce di vaniglia e di spezia orientale, un nitido sentore gessoso racconta la mineralità del vino, nel sottofondo una nota vegetale leggera di foglia di pomodoro completa il bouquet. Al palato si percepiscono grande intensità ed ampiezza, freschezza decisa, morbidezza finale e una lunga ed elegante sapidità.

L’annata 2010 si conferma nello stile, spicca per l’incredibile equilibrio in bocca e freschezza fruttata, oltre all’inconfondibile mineralità. Dal naso al palato è evidente come la struttura e pulizia del vino consentirà una grande longevità in bottiglia.

Si può affermare con certezza che freschezza e mineralità incredibilmente eleganti sono la firma del terroir di Terlano, dove i vini celano, anche a decenni dalla vendemmia, un’intrigante verticalità di bocca ed una vibrante tensione, che fa voglia di tornar subito ad un nuovo sorso.

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