Irpinia terra di bianchi… e di rossi: due esempi di Aglianico

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Quando si parla di viticoltura campana è inevitabile dedicare un posto d’onore all’Irpinia, terra a straordinaria vocazione vitivinicola, da cui provengono alcuni tra i vini più celebri della Campania e in cui si concentrano ben tre delle quattro DOCG della regione.

L’Irpinia, i cui terreni sono stati arricchiti nei secoli dalle ceneri del Vesuvio che hanno reso il suolo d’origine calcarea ricco di minerali e per questo ideale alla coltivazione della vite, riesce ad esprimere eccellenze sia nei vini bianchi sia nei vini rossi.

Chi non conosce i DOCG Fiano di Avellino e Greco di Tufo? Chi non ha mai assaporato un Taurasi DOCG in tutta la sua potenza ed eleganza? Beh se non avete ancora fatto queste irrinunciabili esperienze gustative, è bene recuperare in fretta!

Per oggi tralasciamo i bianchi, cui riserveremo un articolo ad hoc, e concentriamoci sul vitigno a bacca nera più diffuso in Campania: l’aglianico.

L’aglianico è un vitigno tipico dell’Italia meridionale, coltivato principalmente in Campania e in Basilicata, la cui produzione di qualità è tutelata da ben tre DOCG, due campane (Aglianico del Taburno DOCG e Taurasi DOCG) e una lucana (Aglianico del Vulture DOCG).

È un vitigno che offre le sue espressioni migliori se coltivato su terreni di matrice vulcanica, un vitigno di grande potenza e tannicità, che si presta molto bene agli affinamenti in legno e a lunghe evoluzioni, grazie alle quali i tannini si ammorbidiscono e regalano un assaggio più morbido e avvolgente.

Nonostante la longevità sia una delle peculiarità e delle virtù dell’aglianico, i produttori hanno cercato di realizzarne delle varianti più fresche, da bere giovani, da gustare in accompagnamento ai pasti quotidiani e a piatti non troppo complessi o strutturati.

Per farvi scoprire queste diverse espressioni di aglianico e lasciare poi a voi la libera scelta sul prodotto che meglio si accompagna ai vostri gusti, vogliamo proporvi due vini corrispondenti a due tipologie: una più giovane e beverina e l’altra più matura e corposa.

 

Feudi di San Gregorio – Trigaio 2013

Feudi di San Gregorio è un noto produttore irpino, la cui storia nasce a Sorbo Serpico in provincia di Avellino circa trenta anni fa, nel 1986.

Il Trigaio è un aglianico vinificato in purezza che rientra nella serie di vini prodotti con uve aglianico e realizzati secondo diverse lavorazioni, studiate per ottenere vini diversi, capaci di soddisfare palati raffinati o per accompagnare i tanti momenti conviviali.

Il vino segue una macerazione di 2 – 3 settimane dopo le quali passa quattro mesi in tini d’acciaio.

Il suo colore è un rosso rubino brillante e invitante, chiaro simbolo della gioventù, che emerge anche dalle note di piccola frutta rossa che ne caratterizzano l’aroma olfattivo. All’assaggio il tannino, pur presente, non risulta eccessivamente ruvido e la buona freschezza complessiva rende gradevole la bevuta e sospinge verso un nuovo sorso.

Vino giovane, fresco, dal grado alcolico non troppo elevato (13%), fatto per essere abbinato a piatti semplici, i piatti dei pasti quotidiani.

 

Mastroberardino – Re di More Irpinia Aglianico DOC

Un vino con una storia centenaria nel DNA: l’aglianico che si usa per produrre queste bottiglie è frutto di una selezione di due biotipi selezionati da una vigna centenaria a piede franco.

Oggi la produzione del vitigno che ne deriva si trova nella tenuta di Mirabella Eclano, in cui convivono vigne vecchie assieme a vigne più giovani.

Anche questo è un aglianico 100%, vendemmiato rigorosamente a mano, che dopo una lunga macerazione continua la sua crescita per 12 mesi in barriques e successivamente per almeno 6 mesi in bottiglia.

Un vino che elegante e potente allo stesso tempo, in cui le durezze del tannino sono ingentilite dal passaggio in legno che lascia un’impronta evidente nei sentori terziari che compongono il ricco bouquet del Re di More.

Un vino che ha la forza per essere lasciato in cantina ancora qualche anno: sarà capace di sprigionare il meglio delle sue qualità gusto-olfattive.

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