Chardonnay e Pinot Noir principi di Borgogna

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Modello indiscusso di qualità ed eccellenza con una tradizione vitivinicola secolare, la Borgogna è da sempre la patria di alcuni tra i vini migliori del mondo. Ma qual è il suo segreto? Perché i vini di Borgogna, e in particolare lo chardonnay e il pinot noir, sono considerati nell’immaginario comune inarrivabile termine di paragone ed esempio indiscusso di perfezione?

Come per molte zone vitivinicole, anche per la Borgogna bisogna guardare prima di tutto al passato. La grandezza della Borgogna nasce dalla sua storia, da quando i Romani portarono in questa zona la coltivazione della vite.

Da allora, come spesso succede, le vicissitudini storiche, un po’ per caso e un po’ per fortuna, hanno segnato e determinato quello che sarebbe stato il futuro vitivinicolo del territorio. E in Borgogna un ruolo di primo piano è da attribuire senza dubbio all’attività dei monaci.

Furono proprio i monaci cistercensi e benedettini, presenti nelle abbazie della zona, a dare un impulso decisivo alla coltivazione della vite e alla selezione della qualità. A partire da questo momento storico (siamo nel VII secolo) e nei secoli successivi, la storia della viticoltura borgognona è stata caratterizzata da una scrupolosa attenzione nei confronti della vigna e del vitigno.

02_vigneti-in-Borgogna1I climat da cui provengono i migliori Grand Cru della Borgogna non sono altro che l’esito dei clos dei monaci (vigne recintate da un muretto, dalle quali oggi si producono vini di qualità eccelsa) e della selezione dei vitigni operata a partire dal XV secolo, che ha visto a nord della regione il prevalere del pinot nero sul gamay e dello chardonnay sul pinot bianco.

E proprio questi due vitigni sono i protagonisti di spicco della produzione borgognona localizzata nella Côte d’Or, da sempre terra d’elezione vitivinicola.

Qui la vinificazione in purezza è storia. Qui il monovitigno è scelta antica entrata nelle costole della produzione borgognona. Qui una perfetta sinergia di elementi geologici, geografici e antropologici ha permesso la creazione di veri e propri gioielli dell’enologia francese e mondiale. I terreni ricchi di calcare a nord e misti di argilla e calcare a sud conferiscono ai vini eleganza e struttura, delicatezza, forza e predisposizione all’invecchiamento.

Gli chardonnay della Côte d’Or possono invecchiare anche 15 anni, mentre alcuni pinot noir raggiungono il loro acme espressivo nelle grandi annate anche dopo 50 anni.

Descrivere questi vini è un compito tanto arduo quanto limitativo in questa sede. I grandi vini di Borgogna devono essere assaporati in tutta la loro pienezza, nelle mille sfaccettature che li distinguono l’uno dall’altro, produttore da produttore, vigna da vigna. Solo così si avrà una chiara idea della grandezza e della straordinarietà dei vini di Borgogna.

 

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