Introduzione al Prosecco

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La propensione italiana per la creazione di vini superbi è dimostrata perfettamente dal Prosecco.

Considerato da molti all’estero come un sostituto più economico dello Champagne, in Italia il Prosecco è considerato un eccellente accompagnamento per ogni pasto o occasione.

Il Prosecco è un vino bianco frizzante, di solito rientrante nella categoria Dry o Extra Dry. Il nome ha origine da un piccolo villaggio nei pressi di Trieste, ed è ora prodotto principalmente nelle regioni del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, anche se molte altre varianti sono prodotte anche all’estero.

L’origine del prosecco.

Come accennato in precedenza, il Prosecco è il nome di un piccolo villaggio nei pressi di Trieste. Tuttavia la sua origine è più complicata rispetto a quello che si potrebbe credere ad una facile lettura. E’ generalmente accettato che il Prosecco abbia inizio come un vino di nome Ribolla attorno al XVI secolo. La Ribolla era nativa della zona ed era il principale prodotto locale, con alcune fonti che sostengono  che era il risultato dell’evoluzione del vino Punico citato anche dal famoso autore romano Plinio il Vecchio.

Alla fine si è deciso che il vino doveva essere associato ad una località nella regione di Trieste, per fornire un collegamento più tangibile al suo luogo di origine, e questo ha portato al nome Prosecco.
Nel corso del tempo la produzione di Prosecco è migliorata e cresciuta fino a diventare uno dei bianchi secchi più facilmente distinguibili e diffusi sul mercato. Questo miglioramento della qualità ha permesso al vino di esplodere in popolarità nei mercati esteri, il che significa che oggi l’industria del Prosecco è stimata in circa 350-400 milioni di euro.

Produzione
In generale il Prosecco proviene da fonti diverse quelle prodotte in Italia, che sono ad un più alto livello qualitativo, e quelli prodotti all’estero che tendono a variare in qualità.
Nel caso della produzione italiana la stragrande maggioranza delle versioni del vino provengono dalle zone di Conegliano e Valdobbiadene. In realtà si ritiene che quasi i due terzi di tutto il Prosecco nel mondo provenga da questa regione e le bottiglie prodotte sono soggette alle severe norme della Denominazione di origine controllata (DOCG) per garantire la qualità.

Prosecco

 Figure 1 – Immagine da prosecco.it

Tuttavia, come la popolarità del vino ha continuato ad aumentare all’inizio del secolo, le uve Glera utilizzate per la sua produzione hanno cominciato ad essere ampiamente coltivate, il che significa che ora ci sono annate di Prosecco provenienti da diversi paesi come il Brasile e l’Australia. Queste versioni non sono soggetti alle norme DOCG, il che significa che la qualità può spesso variare da bottiglia a bottiglia.
Indipendentemente dal luogo di produzione, il Prosecco viene generalmente creato usando il metodo Charmat, in cui la fermentazione secondaria delle uve può essere condotta in serbatoi di acciaio inox. Questo rende il vino molto meno costoso da produrre rispetto ai concorrenti tradizionali, come lo Champagne, ma anche in genere significa che dovrebbe essere consumato abbastanza presto dopo la fermentazione per godere della migliore qualità.

Caratteristiche

A differenza di Champagne e gli altri suoi concorrenti più importanti, il Prosecco non fermenta in bottiglia, il che significa che non migliora con l’età. Come accennato, questo significa generalmente che il vino deve essere consumato entro un paio d’anni dalla sua produzione altrimenti inizierà a perdere il suo sapore.
È dotato di un gusto estremamente vivace fruttato, spesso con sentori di albicocca, pera e mela gialla. Questo è accoppiato con una freschezza che è immediatamente percepibile, rendendo il Prosecco un vino fresco e leggero. Gli aromi primari presenti nel vino hanno il sopravvento, tuttavia nei prodotti più qualitativi, emergono ricchi aromi secondari.

Varietà

Mentre il Prosecco è uno spumante bianco, questo può venire in una varietà di forme a seconda dei metodi di fermentazione che vengono utilizzati. In primo luogo vi è la variante spumante, che è generalmente più costoso di altre varietà. Questo perché subisce una fermentazione secondaria completa in un serbatoio di acciaio inox, come accennato in precedenza.
Inoltre esiste il frizzante, leggermente frizzante. Questi di solito possono subire o solo la prima fase di fermentazione o una parte della fase secondaria, creando una bevanda dolce che è più facile da consumare, ma manca di alcune delle sottigliezze presenti  nel suo cugino più fermentato.
Infine c’è anche un vino ancora creato da uve Glera. Tuttavia questo vino è pressoché sconosciuto all’ estero.

 Abitudini di consumo in Italia e all’Estero

Come accennato in precedenza, in Italia il Prosecco è generalmente un vino che può essere goduto durante ogni occasione, offrendo un meraviglioso complemento di un pasto o in qualità di bevanda celebrativa ideale. In ragione del suo basso contenuto alcolico a volte i produttori aggiungono una piccola quantità di Pinot Grigio e Pinot Bianco, aggiungendo ricchezza complessiva al sapore.
Infatti il vino è diventato così popolare in Italia, che non è raro trovarlo servito in lattine come pure in bottiglie tradizionali. Anche se questo non è probabilmente il metodo preferito di consumo per molti, questo dimostra l’enorme versatilità del vino e la sua popolarità.
Fuori d’Italia il vino è generalmente considerato principalmente un drink celebrativo nella stessa vena come un buon champagne. Esso viene spesso presentato come un dono durante le feste di nozze o altre occasioni ed è particolarmente favorito da coloro che non godono i ricchi aromi dello champagne.
Per alcuni può anche essere utilizzato in cocktail e bevande, con il cocktail Bellini e il Mimosa, trasferendo a questi il proprio gusto e le proprie caratteristiche.
Questo rende il Prosecco uno dei più popolari bianchi secchi del mondo in questo momento. I suoi aromi, il suo sapore fresco e la versatilità si combinano per garantire che la bevanda probabilmente avrà molto successo ancora per anni a venire.

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