Onore al Re

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Desiderato, atteso con intensità…

Lo Chateau d’Yquem Sauternes Premier Grand Cru, Re dei Sauternes, è da oggi tra le selezioni di XtraWine.
Dalle distese dei vigneti francesi il racconto di Delphine Veissiere, protagonista di una degustazione assolutamente esclusiva…

“Arrivo un giorno prima per questo “rendez-vous en privé” da Yquem con Pierre Lurton, patron del famoso Chateau e di un’altra firma leggendaria di Bordeaux, Chateau Cheval Blanc. Mi preparo in questo piccolo albergo di Langon, a 15 minuti da Chateau d’Yquem e gestito da Claude Darroze, famiglia anche conosciuta in questa regione e altrove grazie alla famosa chef stellata, Hélène, e il suo ristorante della rue du Colombier a Parigi. Mi trovo quindi, nel cuore del paese “Sauternais”, non lontana da Barsac e Sauternes, pronta o quasi, a vivere questa esperienza che i pochi che l’hanno vissuta, ricordano come unica e indimenticabile…”

Il vino

“Il Sauternes è un vino dolce che eredita la sua unicità dallo sviluppo della muffa nobile ( Botrytis Cinerea -n.d.r.-) che ha l’ effetto di asciugare l’uva e di aumentare il livello di zucchero residuo, favorendo in seguito una fermentazione alcolica che viene attivata esclusivamente grazie ai lieviti naturali dell’uva. Chateau d’Yquem è semplicemente il migliore Sauternes e il migliore vino dolce al mondo perché riunisce in un bicchiere l’esaltazione di un luogo ideale e di savoir-faire esclusivamente rivolti alla perfezione, senza concessione rispetto alle regole e alle esigenze della gestione economica ordinaria di una proprietà vinicola. Degustare Yquem significa quindi accedere all’equilibrio perfetto e unico fra acidità e zucchero. Da un millesimato ad un altro, la ricchezza e la finezza di questo equilibrio rende Yquem indimenticabile a tavola e senza confronti con gli altri Sauternes. Ogni annata dedicata alla produzione di un millesimato d’Yquem è particolare e lascia una bocca pulita e fresca, nonostante la dolcezza del nettare che all’insegna di annate eccessivamente calde come 2003 possono avere una concentrazione di 145g/l.”

Territorio, vitigni e vendemmia

“I nettari di Chateau d’Yquem sono il frutto di un mosaico di “terroirs” che concentra su 105 ettari le diverse tipologie di sottosuoli che si trovano nel Sauternais (argilloso, argillo-calcareo, sabbia e “graves”).Yquem si trova a “ben” 40 metri di altezza rispetto al livello del mare ed è il punto più alto della denominazione Sauternes! Gode della prossimità del fiume Ciron naturalmente freddo che si butta nella Garonne e contribuisce a generare il micro-clima umido e nebbioso del mattino, che aiuta la famosa Botrytis cinerea o pourriture noble a svilupparsi nell’uva.

Il Sémillon, il Sauvignon blanc e il Muscadelle sono i tre uvaggi abitualmente assemblati nei vini di Sauternes. Chateau d’Yquem è elaborato in maggioranza con il Sémillon, ideale per lo sviluppo della Botrytis e il Sauvignon Blanc, garante della freschezza e del livello di acidità percepito durante la degustazione. Il Muscadelle non è ritenuto interessante per l’elaborazione di Chateau d’Yquem.

Le vendemmie iniziano abitualmente a settembre e possono durare da due mesi a due mesi e mezzo. Solo la vendemmia 2003 è stata realizzata in 9 giorni. I vendemmiatori, che sono circa 45, sono anche coloro che coltivano la rispettiva parcella durante l’anno e raccolgono a più riprese la parte dell’uva in cui la Botrytis si è sviluppata. Durante una vendemmia i vendemmiatori passano a raccogliere l’uva in media cinque volte. Amano in quel senso chiamarsi i “ramasseur de champignons” o cercatori di funghi! Di fatto, capita raramente che un grappolo venga raccolto interamente per volta ! Le annate millesimate si succedono e non si somigliano: ogni tanto più opulenti e rotondi, eleganti e freschi, fenolici e amari, ogni millesimato elaborato con la firma di Chateau d’Yquem ha la sua personalità. Le caratteristiche climatologiche di un’annata e, durante le vendemmie, il momento (se non è l’ora) selezionato per raccogliere determinate uve in una parcella precisa, influenzano le caratteristiche di ogni nettare del Chateau. L’annata 2003 fu calda e si caratterizzò con un’estate fuori norma che favorì lo sviluppo totale della Botrytis e permise di realizzare una vendemmia breve e in un passaggio solo!”

Abbinamenti

“Più che un vino dolce d’eccezione da abbinare con i dessert e/o i formaggi “muffati”, Chateau d’Yquem è un vino versatile ed un compagno unico, destinato ad esaltare i piatti dell’alta gastronomia. Yquem 2003 abbinato ad un pollo servito con una salsa a base di Sauternes Yquem e i porcini di Bordeaux particolarmente profumati. Il naso ha un’impronta croccante e fruttuosa di albicocca. La bocca rimane estremamente pulita e fresca. La materia è opulenta e ricca e ammorbidisce deliziosamente la carne secca e corposa del pollo cotto al forno… (abbinamento della degustazione – n.d.r.-)

Dopo tante emozioni, la visita si conclude con la visita della cantina più ambita del Chateau, in cui riposano, da anni e ormai secoli, vini che risalgono alla fine dell’800. Trattengo il fiato, immortalizzo questo momento nella parte della mente dedicata ai sogni e prego di poter tornare presto ad ascoltare questa dolce musica perfetta, del racconto e del vino, che ti fa innamorare a vita dei grandi vini di questo mondo…”

Nota: Estratto dall’articolo “Colazione da Yquem” di Delphine Veissiere
(rivista Euposia Settembre-Ottobre 2010 )

Disponibile su xtraWine: Chateau d’Yquem Sauternes Premier Grand Cru 2003

Alcune foto di Chateau d’Yquem:

I nettari di Chateau d’Yquem sono il frutto di un mosaico di “terroirs” che concentra su 105 ettari le diverse tipologie di sottosuoli che si trovano nel Sauternais (argilloso, argillo-calcareo, sabbia e “graves”).

Yquem si trova a “ben” 40 metri di altezza rispetto al livello del mare ed è il punto più alto della denominazione Sauternes!

Gode della prossimità del fiume Ciron naturalmente freddo che si butta nella Garonne e contribuisce a generare il micro-clima umido e nebbioso del mattino, che aiuta la famosa Botrytis cinerea o pourriture noble a svilupparsi nell’uva.

2 thoughts on “Onore al Re

  1. E’ veramente una bella pagina, molto densa.
    Il vino ti viene voglia di provarlo anche perchè dopo aver letto tutto hai molta, molta sete
    Complimenti

  2. Ho già avuto il piacere di assaggiare questo “vino”, e l’occasione è stat ghiotta per accquistare due bocce del 2003. Onore al Re proprio, perchè lo stupore,la piacevolezza, ricchezza,complessità…. e tutti gli aggettivi che si possono immaginare.. sono realtà e non etichetta in questo vino.

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