Alla scoperta del Calvados

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“In una sera d’autunno lasciatevi tentare da un’idea suggestiva… Nella stanza accogliente un camino dalla vivida fiamma, avvolti dal tepore di una morbida coperta ed un leggero sottofondo musicale. Al vostro fianco la persona a voi più cara perché la magia di queste sensazioni si esalta nella condivisione. Fra le mani un bicchiere con una “chicca” che saprà attirare su di se tutta la vostra attenzione, con i suoi aromi e sapori racconterà di viaggi e naufragi, di frutti semplici ma lavorati con passione, di uomini che di generazione in generazione nel tempo ne hanno ottimizzato la qualità.”

Tutto questo è un estratto della serata del 11 Ottobre presso l’ Ho­tel Cor­te Qua­dri di Lo­ni­go (Vi) organizzata da Ais Vicenza: Degustazione dei “Calvados” di Christian Drouin. Alla presentazione, oltre al produttore, hanno partecipato Roberta Moresco (Delegato AIS Vicenza), Mariuccia Pelosato, Niccolò Baù (terzo classificato al concorso “Miglior sommelier d’Italia”) con la collaborazione del direttivo AIS.

La serata si è svolta con un coinvolgente susseguirsi di aromi ed emozioni, un “viaggio” nel tempo attraverso 7 perle, alla scoperta di uno dei distillati più conosciuti nel mondo.

Degustazioni

La prima degustazione è del “Blanche de normandie” (acquavite di sidro) dove una trasparenza brillante ma incolore “penalizza” per restrizione di disciplinare rendendolo sicuramente interessante ma non commercializzabile come “Calvados” e delega a naso e bocca un mondo inimmaginabile da scoprire.

I colori dorati si rivelano malgrado un illuminazione non favorevole nelle degustazioni successive, ricchi di bagliori di luce si fondono in riflessi sempre più caldi fino a divenire ambrati nel “Hors d’Age”.

Conquistano i profumi eterei, intensi, complessi e raffinati, piacevole riconoscere lo Zenzero, l’incenso ed un mazzetto di erbe aromatiche. Un susseguirsi di aromi si svelano sorprendendo per la varietà man mano che la temperatura del distillato aumenta e riportando alla memoria frutti maturi, mele, pere, nespole, note di frutti di bosco essiccati ed uva passa sotto spirito.

Vivacizzanti gli aromi speziati come lo zafferano, il pepe nero ed un sentore torbato che ricorda l’estratto di fungo porcino essiccato.

Sensazioni persistenti ma non troppo aggressive che in bocca trovano corrispondenza.

Calde, ricche, senza però coprire una morbidezza ampia ed avvolgente percettibile anche al naso nei sentori di burro, caramelle mou e vaniglia per poi il tutto lentamente sfumare fin a cullare l’olfatto nei più discreti e dolci sentori di miele di castagno e camomilla di campo essiccata all’aria.

Abbiamo degustato: Blanche de Nornandia, Selection, Hors d’Age, Millesime 1988, Millesime 1985, Millesime 1973.

Gradito e ben abbinato l’intermezzo culinario preparato da Mauro Poli di cui vi riportiamo la ricetta.


Ricetta

Ravioli ripieni al Castelmagno

Ingredienti: Pasta fresca 250gr :  200 gr farina 00,  50 gr semola, 3 uova, olio extra vergine d’ oliva Ripieno : 100 gr castelmagno di malga, 30 gr ricotta vaccina Altro: 1 mela sbucciata e tagliata a brunoise, fiammeggiata con Calvados e un pizzico di rosmarino

Preparazione: – amalgamare bene gli ingredienti per la pasta fresca fino a raggiungere una buona consistenza;  riposare la pasta per due ore in frigo avvolgenda da un canovaccio. – stendere la pasta e aggiungere il ripieno precedentemente amalgamato con una macinata di pepe rosa. – coprire con altro strato di pasta e formare dei tortelli – cucinare i tortelli in acqua bollente e salata per 2-3 minuti e unirli nelle casseruola con la mele già cotte

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